A fine maggio '97
viene arrestato negli Usa Felice Rovelli, figlio del defunto Nino, in
esecuzione di una richiesta internazionale basata sull'ordìnanza emessa dal Gip
milanese Alessandro Rossato. Si contesta ii reato di corruzione in concorso con
persone da identificare nei confronti degli avvocati Cesare Previti,
Giovanni Acampora e Attilio Pacifico.
L'accusa è che ai tre Nino e Felice Rovelli diedero 70 miliardi affinché,
violando i propri doveri, favorissero i corruttori nella causa con l’lmi. In
seguito a quanto, tra il 2001 e 2003 la Corte d'appello di Roma condanna gli
eredi Rovelli a restituire all'lmi 980 miliardi. Ma il recupero non sarà molto
agevole. Nei mesi successivi verranno unificati i processi Imi-Sir e lodo
Mondatori, con un protagonista: Cesare
Previti. Come si è visto Nino Rovelli era ben addentro alle trame del clan
Berlusconi.
Come abbiamo anche
già visto, tra marzo 1981 e maggio 1984 le varie Holding ricevono oltre 12
miliardi, tutti rigorosamente di provenienza sconosciuta. Ma intanto Silvio
Berlusconi si era ormai lanciato nel business della televisione. Già nel 1980
aveva annunciato di aver investito 40 miliardi
nel nuovo affare mediatico. Con
l'avvento dall'agosto 1983 dell'amico Bettino Craxi alla presidenza del
consiglio, le fortune di Berlusconi lievitano. Prima di continuare, però, due
parole su Craxi. Costui aveva fatto dimettere il precedente governo Spadolini
(quello che aveva messo fuori legge la P2), per poter andare lui al governo.
Ricordiamo molto bene che quando presentò il suo programma questo era pari lo stesso del precedente governo. Al tempo c'era una inflazione pesantissima, a due cifre, Il governo
Spadolini prese delle misure per far scendere l'inflazione, misure che, necessariamente,
avevano bisogno di tempo per vedere i risultati. Fu durante il governo Craxi
che le misure cominciarono a fare effetto, scendendo poco a poco, ma in misura
notevole, a livelli normali. ll curioso, se vogliamo dire cosi, è che l'effetto
arrivò alla sua fine, ricominciando poi lentamente a risalire, proprio
verso il termine del governo Craxi. Ma
Craxi si prese il merito del calo dell'inflazione, mentre in realtà costui non
aveva proprio fatto niente per sostenere quelle misure. Bugiardo al pari del
suo amico.
Torniamo a Silvio.
Come d'incanto le principali banche italiane fanno la fila per prestare soldi all'amico di Bettino. Dalla Centrale
Rischi della Banca d’Italia si vede che fino al 1984 il gruppo Fininvest
lavorava con la Popolare di Novara, la Bnl e il Monte dei Paschi di Siena. Dal
1984 al 1987 Berlusconi ottiene decine di miliardi anche da Cariplo, Comit,
Banca di Roma e Credito Italiano. Si dirà: ma la Fininvest è ormai un colosso. Però qualcosa non quadra. Efibanca, la banca
d'affari del gruppo Bnl, tra il 1982 e il 1993 presta alle società di
Berlusconi ben 295 miliardi. Nel rapporto dei funzionari della ßanca d'Italia
viene assegnata grande rilevanza al
primo finanziamento di 10 miliardi concesso nel 1992 alla Cofint. ll
giudizio iniziale dell'ufficio fidi dell’Efibanca parla di “situazione consolidata alquanto
provata, che al 31 dicembre 1980 evidenzia mezzi propri per circa 16 miliardi
contro debiti per 31. Ma i 10 miliardi vengono puntualmente concessi. Tre anni
dopo, ìn occasìone di una modifica delle garanzie offerte al prìmo finanziamento
Cofint, i responsabili dell'ufficio fidi di Efibanca parlano di "struttura
patrimoniale indebolita”, e notano che a
fronte di debiti certificati da Arthur Andersen nel 1983 pari a 840 miliardi, vi
siano “solo notizie di stampa secondo cui il fatturato del gruppo oscillerebbe
trai 1.000 e ì 1.200 miliardi, senza nessun riferimento al risultato
reddituale conseguito”. Con una simile
relazione la bocciatura di nuovi finanziamenti sarebbe più che logica. Invece
la Dia troverà in margine al documento “un appunto con sigla non appurata:
“relazione non esatta nella sua impostazione.” Insomma, Berlusconi qualche
santo in paradiso dovrebbe averlo in Efibanca. Infatti chi appare tra i consulenti dell'Istituto? Proprio lui, Cesare
Previti! E la società Sirea, Società italiana revisione aziendale, da chi, tra gli altri, è amministrata? Da Giuseppe Previti, fratello di Cesare e
figli entrambi di Umberto. Come si suol
dire, tutto torna. Infatti ben presto Efibanca rinuncia persino a chiedere ipoteche per i finanziamenti- al gruppo Fininvest,
con il collegio sindacale piuttosto silente, quando avrebbe avuto tutti i
diritti per intervenire. Ma pure nel collegio sindacale tanto a posto non
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