21° parte della vita di Berlusconi prima del 94


erano. Uno dei sindaci, per esempio, Antonio Berton, è stato sindaco dal 1984 al 1994 di Bnl holding, mentre nello stesso periodo era anche titolare della Fiduciaria Padana, altro schermo societario utilizzato da Berlusconi per i suoi misteriosi aumenti di capitale. E lo stesso Berton viene pure nominato liquidatore della berlusconiana Cofint. La generosissima Efibanca verrà poi rilevata nel dicembre “99 dalla Banca Popolare di Lodi, un altro bello elemento che vedremo presto.
Qualche parola sulla vita privata di Silvio Berlusconi. Costui sarà un grande difensore della cattolicità e della famiglia, ma non si può certo dire che sia un grande esempio. Anzi, sarà l’esempio dell’ipocrisia, ma può consolarsi, visto che si troverà in buona compagnia. Berlusconi sposa nel 1965 la genovese Carla Elvira Dell’0glio, che gli darà due figli: Maria Elvira, detta Marina, nel '66, e Piersilvio nel '69. Nel 1980 conosce l’attrice Veronica Lario, vero nome Miriam Bartolini, mentre questa recita al teatro Manzoni in uno spettacolo dal titolo “Milano senza veli”. Se ne innamora e la nasconde per tre anni in una ala segreta della sede Fininvest di via Rovani a Milano. Poi la donna rimane incinta, e nel 1984, sempre nel segreto più assoluto, partorisce in Svizzera una bambina, Barbara, che Berlusconi  riconosce. Padrino di battesimo Bettino  Craxi. Nel  1985 Berlusconi divorzia da Carla Dell'0glio e ufficializza il legame con Veronica Lario (Miriam Bartolini). Questa gli dà altri due figli: Eleonora nel 1986 e Luigi nel 1988. Nel 1990 celebra con rito civile le seconde nozze, officiante il sindaco socialista di Milano Paolo Pillitteri, cognato di Craxi. Testimoni degli sposi Bettino e Anna Craxi, e Fedele Confalonieri e Gianni  Letta. Una piccola nota sulle nascite in terra elvetica. Miriam Bartolini, in arte Veronica Lario, ha dato alla luce le figlie Barbara ed Eleonora nella svizzera Arlesheim. E nella svizzera Arlesheim anche Marcello Dell’Utri è diventato due volte padre nel 1981 e nel 1985. Non solo meri interessi affaristici, ma si vede che la Svizzera conviene.  In tutti i sensi.
Nel luglio '88 la Fininvest compra per 769 miliardi il 70% della Standa dalla Iniziativa Meta, controllata Montedison. Ma gli interrogativi sulla regolarità dell’operazione sono molti. Perché il presidente della Montedison, Raoul Gardini, che controllava Iniziativa Meta, aveva deciso di vendere la Standa, privando cosi di uno dei cespiti più importanti di Iniziativa Meta proprio alla vigilia della fusione di questa società con Ferruzzi Finanziaria? Poi si pone un altro interrogativo. Alla vigilia del passaggio del 70% della Standa, la Fininvest conferma che è stata la società di Silvio Berlusconi a rastrellare un pacco del 13% della Standa, ininfluente al fine del controllo, spendendo altri 75 miliardi. Perché Berlusconi spese questa somma? Mistero che si infittisce quando si viene a sapere che quel 13% era stato comperato attraverso un giro di società estere. E mistero si aggiunge al mistero quando ai 769miliardi pagati per il 70% della Standa Berlusconi va ad aggiungere 200 miliardi per acquisire una serie di immobili di proprietà della società. Cosa questa che portò Berlusconi e Gardini ad aprire una vertenza, poi risolta con accordo, con Gardini che restituì parte della somma. Infine abbiamo la stranezza del bilancio della Standa. Nei primi sei mesi dell'88 denuncia la perdita di 76,8 miliardi, contro una perdita di 21,6 miliardi del primo semestre dell'87. Ma la Standa aveva chiuso il bilancio 1987 con un utile consolidato di 24 miliardi; come è stato possibile un simile tracollo? I piccoli risparmiatori protestarono, i dubbi circolarono anche in Borsa, ma nessuno ha mai chiarito i misteri dell’operazione Fininvest -Iniziativa  Meta. ( Come si vede, anche, il falso in bilancio parte da lontano.                                                                                                                                                                Il 27 settembre 1988. al Tribunale di Padova, in un processo da lui stesso intentato contro gli autori di un libro in cui si diceva che apparteneva alla P2, Silvio Berlusconi viola l’art. 373 c.p. per falsa testimonianza. (Notiamo,Oggi, che le bugie sono una costanza della sua vita La sentenza n. 97 del 22/20/1990, n. 215/89 del Registro Generale della Corte d’Appello di Venezia dice: “Ritiene il collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità, smentite dalle risultanze della Commissione Anselmi e dalle stesse dichiarazioni rese dal prevenuto avanti il giudice istruttore di Milano e mai contestate...Ne consegue quindi che il Berlusconi ha dichiarato il falso con dichiarazioni menzognere...e compiutamente realizzato gli estremi obiettivi del delitto di falsa testimonianza...Ma il reato va dichiarato estinto per

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