BERLUSCONI 25°esima parte

BERLUSCONI 25°esima parte
 sigle compaiono anche in altre inchieste giudiziarie: il traffico di rifiuti, il caso Kallbrunner, e indirettamente il caso Techint”. Niente male come “amicizie”! ll 17 febbraio 1992 a Milano, per colpa di una ex moglie incavolata perché l`ex marito non gli pagava gli alimenti, viene arrestato mentre cerca di buttare un po' di milioni nel water Mario Chiesa, socialista. Un inchiesta della Procura di Milano scoperchìa un sistema corruttivo imperante tra classe politica pubblica e privata. E' l’inizio di “Tangentopoli” e di “Mani pulite”, ed è la fine del Caf (Craxi-Andreotti-Forlani). L' 11 febbraio 1993 Craxi di dimette dalla segreteria del Psi: sul suo capo pendono innumerevoli  avvisi di garanzia emessi dalla magistratura, e numerose richieste al Parlamento di autorizzazione a procedere nei suoi confronti. E” la fine di un quinquennio di potere fondato sulla corruzione, sulla concussione, sulla stessa alterazione delle regole e della dialettica democratiche. Dovrebbe essere la fine, ma non passerà molto tempo che sarà ancora peggio.
Come numerose delle principali realtà industriali e produttive del Paese, anche il gruppo Fininvest è parte di Tangentopoli. L”8 aprile 1993 il vicepresidente della Fininvest Comunicazioni Gianni Letta viene interrogato dal magistrato Antonio Di Pietro, davanti al quale ammette che nel 1988 l’allora segretario del Psdi  Antonio Cariglia  lo contattò alla vigilia delle elezioni per chiedergli più spazio in tv e un contributo al partito. Letta conferma di aver versato circa 70 milioni al Psdi, anche se dice di non ricordare bene. Comunque il reato di finanziamento illecito ai partiti era stato amnistiato fino al 1989. La stessa amnistia che “pulì”, per modo di dire, Silvio Berlusconi dopo la condanna per falsa testimonianza. A fine maggio del '93 il gip Italo Gritti rinvia a giudizio Paolo Berlusconi, fratello di Silvio e formale intestatario della quota di maggioranza del “Giornale” di Montanelli. L’accusa per una mazzetta di 150 milioni versati all’ex segretario regionale della Dc Gianstefano Frigerio, che avrà la bontà di speciñcare “in contanti e in nero”, per partecipare alla spartizione delle discariche lombarde. Frigerio è un altro che farà carriera nel clan Berlusconi.
ll 18 giugno 1993 viene arrestato Aldo Brancher, un altro del clan, braccio destro di Confalonieri, accusato di aver passato 300 milioni al ministro Francesco De Lorenzo. Costui diventò poi famoso per la gioielleria nel sofà  grazie ai suoi intrallazzi nella sanità. Brancher difende Fininvest, affermando che era un rapporto tra lui e il ministro. Ma il segretario di De Lorenzo, Giovanni Marone, smentisce Brancher: i soldi erano stati dati in cambio di un maggior spazio su Fininvest della campagna pubblicitaria contro l’aids. Brancher deve rispondere anche dei  finanziamenti  illeciti al giornale “Avanti" del Psi, in una altra inchiesta condotta    dai giudici di Napoli.
Il 12 luglio '93 Fedele Confalonieri, presidente della Fininvest Comunicazioni, viene interrogato dal sostituto procuratore Paolo lelo perché indagato per falso in bilancio per sospetti  finanziamenti ai partiti.  In mezzo già ci era stata la scoperta del “Piano frequenze”, quello che avrebbe dovuto ridisegnare la mappa del potere televisivo in Italia, con i carabinieri al Ministero delle Poste per farsi consegnare tutta la documentazione relativa. ll 30 maggio 1993 Silvio Berlusconi e Adriano Galliani vengono ascoltati come testimoni dal sostituto procuratore Maria Cordova presso il Tribunale di Roma. Vengono arrestati l’ex direttore generale dei telefoni Giuseppe Parrella e il suo aiutante Cesare Caravaggi, poi Davide Giacalone, uomo del ministro delle Poste Mammì, e l'ex segretario di Parrella, Giuseppe Lo Moro. Per addomesticare, la Fininvest ha pagato tangenti a Dc, Psi e Pri. Nel caso di quest’ultimo partito la tangente veniva ritirata da Giacalone, per gli altri due provvedevano Parrella e Caravaggi.

Quando il contumace, non esule, Bettino Craxi dal suo esilio volontario di Hammameth confermerà   al New York Times che anche la Fininvest è stato parte attiva nella cosiddetta “Tangentopoli”, Previti, che non poteva certamente smentire l’autorevolissimo sodale, ma essendo un tipo sottile, preciserà: “Si, ma quello della Fininvest è stato un coinvolgimento minimale, non è stato un

Nessun commento:

Posta un commento