Non c°è proprio da stupirsi, pare che in Fininvest esista
una regola molto ferrea: “Pur di salvare
Silvio Berlusconi, tutti i gregari sono tenuti al sacrificio di sé; e dunque,
se proprio non possono negare la mazzetta,
devono caricare su di sé per intero il
peso delle responsabilità del misfatto...0gni volta che salta fuori
una tangente Fininvest, Silvio Berlusconi si affretta a precisare che non ne sapeva
niente. . .Emblema di questa strana vocazione aziendale al martirio in nome del
capo, nonché figura sommamente patetica dell'universo berlusconiano, è il giovane Paolo che viene mandato allo sbaraglio.
Nonostante che le società coinvolte nei
giri di mazzette fossero tutte, all’epoca dei fatti, di proprietà di Silvio”.
Nella formazione del suo governo, intanto, a Silvio
Berlusconi viene il ghìrìbizzo di
nominare a ministro dell' Interno nientemeno che l’avvocato, il suo, Cesare Previti. La cosa, come
in subordine la nomina a ministro di Grazie e Giustizia, provoca il veto dal
Presidente della Repubblica Scalfaro. ll neo senatore Previti dovrà
“accontentarsi” della poltrona di ministro
della Difesa, dalla quale può comunque controllare il Servizio segreto militare, l'Arma dei Carabinieri
e le pingui commesse di armamenti. Arrivato ormai sotto le luci dei riflettori, Previti
trova il modo di dichiarare “Si ero protutore della marchesa Casati.
Lei aveva deciso di vendere la villa di Arcore a delle persone che a me non piacevano. Così ho detto a Silvio di non lasciarsi
scappare questa casa, che era molto bella e stava meglio in
mano sua che in mano altrui”.
Nel mentre una anziana signora romana, Giovanna Ralli,
denuncia di essere vittima di una disinvolta operazione che ha per protagonista
Clelia Previti, sorella di Cesare e figlia di Umberto, attraverso una strana
società prevìtìana, e per oggetto un immobile della Ralli situato sulle
scogliere dell’Argentario, a Punta Maddalena, una splendida torre spagnola, per
il cui acquisto Clelia Previti ha rilasciato alla Ralli 700) milioni di
cambiali parte delle quali finite in protesto. La Ralli si rivolge al neoministro Previti, e all‘avvocato Romano Vaccarella, per suo conto, le
risponde. “Le debbo, purtroppo, comunicare che pur immedesimandosi nel Suo
problema, l’avv. Previti non è in grado di compiere alcun intervento sulla sorella Clelia...Pur
manìfestandoLe mio tramite la Sua comprensione, nulla può egli fare di concreto
neanche per approfondire i termini
della questione da Lei sottopostagli”. Per limitarci solo a un “piccolo”
fatto, il tempo Previti lo aveva trovato con la marchesina Casati Stampa.Ma lì
c’era da guadagnare!
Ma le cronache giornalistiche registrano pure il
coinvolgimento di Giuseppe Previti,
altro fratello di Cesare e figlio di Umberto, nello scandalo massonico
affaristico della Cassa Di Risparmio di Firenze. “0itre l00 miliardi di fidi non iscrrtti` a bilancio e ormai inesigibili,
affidamenti erogati senza garanzie a
imprenditori di dubbia solidità. Comune denominatore del comitato d`affari che
dettava legge nella Carifi è l’appartenenza
alla Massoneria. Coinvolto nella
vicenda anche Giuseppe Previti, fratello maggiore di Cesare, ministro della
Difesa”. Giuseppe Previti risulta indagato dalla Procura della Repubblica di
Firenze per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla appropriazione
indebita. Però, che famiglia!
Il 21 giugno 1994 la magistratura milanese dispone l’arresto
del faccendiere romano Giancarlo Rossi. Rossi è l’intestatario occulto del conto corrente cifrato FF 2927, presso
la Trade Development Bank di Ginevra,
sul quale sono transitati 2 milioni e
200 mila dollari della maxi tangente Enimont destinati alla Dc. Ma i
magistrati hanno scoperto anche altro sull’oscuro faccendiere: “Sei banche sparse fra New York e Lugano.
Due società offshore domiciliato a Panama. Altrettanti conti cifrati su cui è passato un migliaio di miliardi.
E tre magistrature che indagano: quella di Ginevra per riciclaggio, quella
di Roma per concorso in corruzione e quella di Milano per violazione della
legge sul finanziamento dei partiti. La storia del signor Giancarlo Rossi, professione
agente di cambio finito a San Vittore, non è proprio una bella storia. Una storia dove compaiono
vecchie conoscenze di Tangentopoli, come il finanziere Sergio Cusani e l”ex
responsabile delle relazioni esterne del gruppo Ferruzzi, Luigi Bisignani, già affiliato alla
P2. E
Un grande cinico e bugiardo, questo signor BERLUSCONI.
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