29esima parte di Berlusconi

Non c°è proprio da stupirsi, pare che in Fininvest esista una regola molto ferrea: “Pur di salvare Silvio Berlusconi, tutti i gregari sono tenuti al sacrificio di sé; e dunque, se proprio non possono negare la mazzetta, devono caricare su di sé per intero il  peso delle responsabilità del misfatto...0gni volta che salta fuori una tangente Fininvest, Silvio Berlusconi si affretta a precisare che non ne sapeva niente. . .Emblema di questa strana vocazione aziendale al martirio in nome del capo, nonché figura sommamente patetica dell'universo berlusconiano, è il giovane Paolo che viene mandato allo sbaraglio. Nonostante che le società coinvolte nei giri di mazzette fossero tutte, all’epoca dei fatti, di proprietà di Silvio”.
Nella formazione del suo governo, intanto, a Silvio Berlusconi  viene il ghìrìbizzo di nominare a ministro dell' Interno nientemeno che l’avvocato, il suo, Cesare Previti. La cosa, come in subordine la nomina a ministro di Grazie e Giustizia, provoca il veto dal Presidente della Repubblica Scalfaro. ll neo senatore Previti dovrà “accontentarsi” della poltrona di ministro della Difesa, dalla quale può comunque controllare il Servizio segreto militare, l'Arma dei Carabinieri  e le pingui commesse di armamenti. Arrivato ormai sotto le luci dei riflettori, Previti trova il modo di  dichiarare “Si ero protutore della marchesa Casati. Lei aveva deciso di vendere la villa di Arcore a delle persone che a me non piacevano. Così ho detto a Silvio di non lasciarsi scappare questa casa, che era molto bella e stava meglio in mano sua che in mano altrui”.
Nel mentre una anziana signora romana, Giovanna Ralli, denuncia di essere vittima di una disinvolta operazione che ha per protagonista Clelia Previti, sorella di Cesare e figlia di Umberto, attraverso una strana società prevìtìana, e per oggetto un immobile della Ralli situato sulle scogliere dell’Argentario, a Punta Maddalena, una splendida torre spagnola, per il cui acquisto Clelia Previti ha rilasciato alla Ralli 700) milioni di cambiali parte delle quali finite in protesto. La Ralli si rivolge al neoministro Previti, e all‘avvocato Romano Vaccarella, per suo conto, le risponde. “Le debbo, purtroppo, comunicare che pur immedesimandosi nel Suo problema, l’avv. Previti non è in grado di compiere alcun  intervento sulla sorella Clelia...Pur manìfestandoLe mio tramite la Sua comprensione, nulla può egli fare di concreto neanche per approfondire i termini della questione da Lei sottopostagli”. Per limitarci solo a un “piccolo” fatto, il tempo Previti lo aveva trovato con la marchesina Casati Stampa.Ma lì c’era da guadagnare!
Ma le cronache giornalistiche registrano pure il coinvolgimento di Giuseppe Previti, altro fratello di Cesare e figlio di Umberto, nello scandalo massonico affaristico della Cassa Di Risparmio di Firenze. “0itre l00 miliardi di  fidi non iscrrtti` a bilancio e ormai inesigibili, affidamenti  erogati senza garanzie a imprenditori di dubbia solidità. Comune denominatore del comitato d`affari che dettava legge nella Carifi è l’appartenenza  alla Massoneria. Coinvolto nella vicenda anche Giuseppe Previti, fratello maggiore di Cesare, ministro della Difesa”. Giuseppe Previti risulta indagato dalla Procura della Repubblica di Firenze per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla appropriazione indebita. Però, che famiglia!

Il 21 giugno 1994 la magistratura milanese dispone l’arresto del faccendiere romano Giancarlo Rossi. Rossi è l’intestatario occulto del conto corrente cifrato FF 2927, presso la Trade Development Bank di Ginevra, sul quale sono transitati 2 milioni e 200 mila dollari della maxi tangente Enimont destinati alla Dc. Ma i magistrati hanno scoperto anche altro sull’oscuro faccendiere: “Sei banche sparse fra New York e Lugano. Due società offshore domiciliato a Panama. Altrettanti conti cifrati su cui è passato un migliaio di miliardi. E tre magistrature che indagano: quella di Ginevra per riciclaggio, quella di Roma per concorso in corruzione e quella di Milano per violazione della legge sul finanziamento dei partiti. La storia del signor Giancarlo Rossi, professione agente di cambio finito a San Vittore, non è proprio una bella storia. Una storia  dove compaiono vecchie conoscenze di Tangentopoli, come il finanziere Sergio Cusani e l”ex responsabile delle relazioni esterne del gruppo Ferruzzi, Luigi Bisignani, già affiliato alla P2. E

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