giù le mani dai nostri comuni

Giù le mani dai Comuni. Più forte il tuo Comune più forti i tuoi diritti"


Continua la mobilitazione permanente dei Comuni italiani contro lo stravolgimento della vita nelle comunità locali voluta dalla tardiva e recessiva manovra economica varata dal governo. Si è svolta a Milano il 29 agosto la manifestazione che ha visto la partecipazione di più di 1000 sindaci, di tutti i partiti, arrivati con la fascia tricolore.
La manovra appena approvata dal Governo, mette a rischio la storia e l'identità democratica di circa 1950 Comuni italiani, riduce sconsideratamente la composizione dei Consigli degli altri Piccoli Comuni e, imponendo una ulteriore e pesante riduzione dei trasferimenti a tutti i Comuni, fa saltare i servizi pubblici locali ed incentiva la frammentazione sociale.
I Comuni propongono di dimezzare il numero dei parlamentari, di rivedere il patto di stabilità e premiare gli enti virtuosi. A seguito della grande manifestazione di Milano, aperture di dialogo da parte del Governo ci sono state, ma una soluzione ragionevole non è vicina. Ed è del 30 agosto la richiesta, diffusa dall'Anci, che chiede al presidente del Consiglio dei Ministri e ai ministri Maroni, Calderoli e Tremonti, nonché al presidente della Commissione Bilancio del Senato Azzolini "una convocazione immediata per una nuova, veloce e propositiva fase di miglioramento della manovra economica, nella parte che riguarda i Comuni".

Rinascita Terracina: Pensioni d'oro, tutti i nomi

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Pensioni d'oro, tutti i nomi

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fespresso.repubblica.it%2Fdettaglio%2Fpensioni-doro-tutti-i-nomi%2F2157568&h=pAQBYTjQSAQD6tt3DSP-NzTfL_UFVRsIfpD7jmrpUW7I2BA

Libri:vietato scontare

Consumi e società
Norma anti Amazon: mai più sconti oltre il 25% sui libri
Roma 1 Agosto 2011
Una norma appena approvata al Senato in via definitiva fissa un tetto agli sconti che le librerie possono fare sui libri (fisici e digitali). È la legge Levi 1, ma è già nota non ufficialmente come "legge anti Amazon", perché sembra pensata soprattutto per ridurre la possibilità dei grandi negozi on line - come quello del gigante americano Amazon - di fare grossi sconti sui libri. Il provvedimento arriva tra le polemiche di consumatori ed esperti: si teme che l'effetto sia il rincaro del costo dei libri.
La legge stabilisce che le librerie non potranno più fare sconti liberi, ma al massimo il 15 per cento sui prezzi di copertina. In casi particolari, si potrà arrivare al 20 per cento come per le offerte all'interno di un salone del libro o destinate ad organizzazioni no profit, biblioteche, musei pubblici, scuole. Il tetto passa al 25 per cento in un caso eccezionale, come le campagne promozionali realizzate direttamente dagli editori, e per massimo un mese; ma non saranno possibili a dicembre, ovvero sotto il periodo natalizio.
Ibs e Amazon saranno i più colpiti dal provvedimento. I negozi online riuscivano infatti a fare gli sconti migliori, grazie alla vendita per corrispondenza e a buone economie di scala. Lo dice esplicitamente l'editore Giuseppe Laterza: "La legge consente ai rivenditori indipendenti di mettersi al riparo dalla concorrenza selvaggia e dalle massicce campagne di sconto delle grandi catene, dei supermercati e dei siti di vendita online come Amazon". Non a caso, Ibs sta reagendo con la campagna 'Fuori tutto', con sconti del 75 per cento su 150 mila prodotti, prima che entri in vigore la legge.
Resta un' incognita: la legge non rischia di danneggiare i consumatori e l'e-commerce italiano? Ma per le associazioni dei consumatori non ci sono dubbi: Vincenzo Donvito, presidente di Aduc, si scaglia contro una norma che ritiene dannosa per i lettori e il mercato.
C'è anche chi nota una contraddizione con la campagna dello stesso governo, mirata a far leggere più libri. I liberali dell'Istituto Bruno Leoni hanno avviato una petizione per convincere il presidente Napolitano a non firmare la legge, perché contrasterebbe "con l'art. 41 della Costituzione e si profila come irragionevole secondo l'articolo 3 della Costituzione, restringendo - si legge nella petizione - il mercato dei libri e rendendolo meno accessibile a quanti oggi, tra la popolazione meno abbiente, vengono agevolati all'acquisto da sconti invitanti". Secondo i firmatari, la legge contrasterebbe anche con il principio comunitario di libera concorrenza.

CLEPTOMANE IN PARLAMENTO ?

Barbara Mannucci, deputata del Pdl, si rivolge ai suoi colleghi chiedendo la restituzione del suo i-pad sparito durante la seduta di venerdì scorso in aula di Montecitorio. Non è la prima volta che accade un caso di furto nell'emiciclo come lo segnalano gli uffici della Camera dei Deputati: le denunce di sparizioni di penne pregiate e telefonini dei deputati sono all'ordine del giorno. Considerando che in aula possono entrare unicamente i deputati in carica, allora potrebbe trattarsi di un cleptomane in Parlamento! Sono bastati due minuti di distrazione e il telefonino è sparito. La vittima ha gia provveduto al blocco della scheda e a denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine e ora spera nella collaborazione dei colleghi e resta in attesa di notizie... P.S. Quando finiranno di stupirci questi Pseudi-Onorevoli? Che VERGOGNA.

L' AGCOM Censura del 6 luglio

L'Agcom mette il bavaglio ad Internet
Roma 30 Giugno 2011
Guai in vista per il web italiano: il prossimo 6 Luglio verrà approvata la delibera firmata dell' Agcom (668/2010) che permetterà all'Autorità Garante di chiudere qualsiasi sito web sulla base di semplici segnalazioni di violazione del copyright.
Un intervento che suscita reazioni e chiavi di lettura contrapposte. Da una parte c'è il mondo degli addetti ai lavori del settore dell'industria culturale e dell'intrattenimento, che ritengono indispensabile bloccare le piattaforme digitali illegali per tutelare il diritto d'autore. Dall'altra si è mobilitata una vasta rete di associazioni, studiosi, esperti e difensori del web libero che parlano apertamente di "censura della Rete" una mobilitazione che passa soprattutto attraverso Twitter, Facebook e vari siti Internet.
La soluzione individuata dall'Agcom guidata da Corrado Calabrò ha fatto insorgere il web, per la scelta di creare una procedura rapida e solo amministrativa per individuare possibili violazioni del diritto d'autore e intervenire, anche con ordini di rimozione di contenuti e con il blocco di interi siti. Di fronte a una richiesta all'Agcom, il titolare di un sito o un blog avrebbe 48 ore di tempo per rimuovere contenuti ritenuti illegali, cinque giorni per un contraddittorio e, infine, la prospettiva di venir cancellato dal web.
In poche parole, sarà possibile far chiudere un sito senza alcuna prova reale e tangibile di violazione, con la reale possibilità a questo punto che Agcom diventi a tutti gli effetti una sorte di tribunale.
Una delibera, dunque, dalle basi giuridiche dubbie e considerate senza precedenti in quanto potrebbero portare a una censura su internet che non ha paragoni nel mondo civile.
Le più importanti associazioni per la tutela dei consumatori hanno già dichiarato di voler far ricorso al TAR del Lazio nella speranza che la delibera venga bloccata dal giudice amministrativo, diversamente la lotta contro la decisione dell'Agcom dovrà essere portata a Bruxelles.
Antonio Alla

La vergogna fatta Persona

E' un disastro che il capo del governo ed il suo vice non dicano nulla sul ...potere occulto ed illegale della P 4 , nonostante persino Bossi (l'altro monarca) abbia detto
"noi della lega non facciamo parte di queste porcherie." Speriamo che il popolo (quello delle ultime consultazioni specialmente referendarie) continui a ...capire in quale tranello anestetizzante da ormai molto, troppo tempo è rimasto vittima.