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Rinascita Terracina: SIRIA, RUSSIA, FRANCIA, PUTIN, OBAMA, MERKEL, ASSA...: Siria, Chiesa: “Putin combatte l'Isis. Obama pensa ad Assad e alla Merkel col Dieselgate" 01 ottobre 2015, “L’America sta ...
SIRIA, RUSSIA, FRANCIA, PUTIN, OBAMA, MERKEL, ASSAD : TERZA GUERRA MONDIALE?
Siria, Chiesa: “Putin combatte l'Isis.
Obama pensa ad Assad e alla Merkel col Dieselgate"
01 ottobre 2015,
“L’America sta perdendo
il controllo del potere mondiale e la Russia lo sta dimostrando. Putin in Siria
sta facendo ciò che in 4 anni non è riuscito alla coalizione occidentale e sta
portando avanti una straordinaria operazione politica. In Germania l’hanno
capito”. La premessa serve per inquadrare i fatti e leggerli in controluce:
nella conversazione con Intelligonews Giuletto Chiesa,giornalista e
scrittore, spiega il perché dei raid russi in Siria e gli errori di Washington.
Con un suggerimento a Renzi.
Raid
aerei russi in Siria. Come giudica l’iniziativa di Putin e cosa ci si deve
aspettare?
«La situazione mi pare chiarissima e lo è
altrettanto il campo da gioco: lo scacchiere è completamente cambiato nel
momento in cui la Russia ha deciso di entrare in campo e ha rotto tutta la rete
di menzogne costruite in questi anni. I dati della cosiddetta coalizione
occidentale parlano chiaro e dicono che è da quattro anni che bombardano il
regime di Assad e la Siria, cioè uno Stato sovrano, senza riuscire a far cadere
Assad. La Russia cambia scenario quando decide di colpire tutti i nemici di
Assad, ovvero i cosiddetti ribelli e i miliziani del Daesh senza alcuna
distinzione. Vorrei sottolineare un dettaglio molto importante che non viene
considerato: la Russia in questo momento, dal punto di vista della legalità
internazionale, è l’unica ad avere la legittimità di sorvolare i cieli della
Siria perché in accordo con il governo siriano. Tutti gli altri - Francia, Gran
Bretagna, Turchia e Stati Uniti d’America - non hanno alcun diritto di fare ciò
che hanno fatto. Tutto questo è stato capovolto dalla decisione di Putin».
A
questo punto Obama in quale situazione si trova? Oggi Kerry ha attaccato Putin,
c’è un rimpallo di accuse.
«Direi che la situazione è comica… Ho letto
stamani il New York Times, ascoltato le dichiarazioni del portavoce della Casa
Bianca e quelle di Kerry. Qui siamo di fronte al fatto che il più importante
Paese del mondo sta balbettando cose incongruenti – e la stampa italiana gli va
dietro - perché non c’è un filo di ragionamento che sta in piedi. La
Russia bombarda i terroristi senza distinguere tra Isis e ribelli; noi sappiamo
che l’Occidente ha armato gli uni e gli altri; sappiamo che l’obiettivo degli
Stati Uniti non è quello di abbattere il terrorismo ma quello di abbattere
Assad. E c’è la prova».
Quale?
«Tre anni e mezzo fa, ovvero quando veniva
avviata la guerra in Libia, il presidente degli Stati Uniti attualmente in
carica emise un decreto presidenziale che negli Usa ha valore di decisione
ufficiale dello Stato americano, in cui si dichiarò che il governo siriano era
nemico della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, nientepopodimenoche…
Quindi, la dichiarazione di guerra alla Siria Obama l’ha fatta prima che
esplodesse la guerra civile e l’ha voluta il presidente americano col suo
decreto presidenziale anche se non si è mai saputo in base a cosa e perché. Il
dato oggettivo è che tre anni e mezzo la fa la Siria è stata considerata un
pericolo per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e – ripeto – nessuno ha
mai spiegato come, dove e quando. A questo punto gli Usa possono solo
raccontare la favole del lupo di fronte all’iniziativa russa».
Al di
là del’Isis, qual è l’operazione politica di Putin. Massimo Cacciari a
Intelligonews sostiene che la Russia si sta riprendendo il ruolo imperiale che
culturalmente e storicamente aveva. Condivide?
«Sono molto poco propenso a questo tipo di
interpretazioni che ignorano i fatti. I tempi sovietici sono finiti da 24 anni;
riproporre il discorso del ruolo imperiale della Russia la considero una
sciocchezza. Quando qualcuno mi dirà che gli Usa hanno un ruolo imperiale,
allora sarò disposto a ragionare sull’imperialismo. La verità è che gli
americani stanno facendo un’operazione di destabilizzazione in Medio Oriente
che sta producendo una serie di effetti molto gravi sugli equilibri
internazionali e i primi a saperlo dovremmo essere noi europei, non so se
qualcuno se n’è accorto. Putin sta facendo certamente un’operazione politica su
due direttrici. La prima: da un lato presentarsi all’Europa come il difensore
dell’Europa contro la grande ondata migratoria. Questa è una grande operazione
politica che considero saggia. Putin fa politica e sta ottenendo risultati
perché la Germania sta in sintonia con questa visione. La seconda: certamente
una estensione del contagio islamista fanatico preoccupa anche la Russia che in
casa sua ha 25 milioni di musulmani e non vuole essere troppo contagiata.
Colpire il fondamentalismo sunnita è diventata
una priorità anche per la Russia e del resto Putin ha detto chiaramente che si
tratta anche di una misura difensiva. Non è che c’è qualcosa dietro; è tutto un
unico problema. L’America si è mossa in modo scomposto, assolutamente
distruttivo e la Russia interviene per fermarla. E ci sta riuscendo perché se
la Russia comincia a bombardare i ribelli siriani e il Daesh l’avanzata
dell’Isis verrà fermata».
C’è chi
sostiene che siamo alle porte della terza guerra mondiale. Scenario
apocalittico o verosimile?
«Gli scenari apocalittici sono talmente
evidenti che perfino il Papa è già la terza volta che ne parla e meno male che
chi guarda le cose per il verso giusto. Io lo dico da tempo e sono contento di
non essere più da solo. Il pericolo c’è, così come quello della ripresa della
guerra in Ucraina, ma gli Usa dovrebbero stare attenti perché in Europa, la
Germania non è disposta ad andare nella stessa direzione; quindi uno dei
problemi di Washington è tenere insieme il rapporto tra Usa ed Europa. L’ho
detto ieri alla Gabbia e lo ripeto oggi a Intelligonews: sono convinto che lo
scandalo Volkswagen sia un modo per mandare un avvertimento americano ai
tedeschi affinchè rientrino nelle righe. Pensano che la Merkel sia uscita un
po’ fuori; vediamo se ci riusciranno».
In
tutto questo l’Italia che ruolo gioca? Se dovesse dare un consiglio a Renzi
cosa gli suggerirebbe?
«Se potessi dare un suggerimento al signor
Renzi gli direi che la cosa più saggia da fare è affiancarsi alla Germania
perché il nostro interesse europeo è non rompere con la Russia ma riprendere il
rapporto di partenariato, perché si tratta di un fornitore di energia
importante e perché rappresenta il nostro gigantesco mercato vicino di casa. La
Germania ha chiarissime queste cose. La realtà è che l’America vive
dell’illusione di un potere che non ha più e la Russia sta dimostrando che è
così. Ed un altro Paese che lo sta dimostrando è la Cina, mentre gli Usa stanno
perdendo il controllo del potere mondiale».
MINISTRO MOGHERINI : RICORDA? ERA IL 23 MARZO 2014.
23 marzo 2014, 21:05
Mogherini: non si
può isolare la Russia, sanzioni danno per l'Europa
Foto:
EPA
L'Europa
deve affrontare con particolare riguardo le sanzioni contro la Russia, in
quanto i loro effetti possono avere un impatto negativo sulla UE, ha affermato
il ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini in un'intervista al Corriere
della Sera.
"La realtà è che siamo tutti
collegati. Se continuiamo a seguire la strada della rottura, finiremo in un
mondo che non può essere gestito," - ha detto.
Secondo il capo della diplomazia
italiana, le relazioni economiche tra Italia e Russia sono molto forti. La
Mogherini ha anche sottolineato che resta in piedi la possibilità di una
soluzione politica e diplomatica.
Rinascita Terracina: PIETRO INGRAO : UNA GRANDISSIMA PERSONALITA' DOTAT...
Rinascita Terracina: PIETRO INGRAO : UNA GRANDISSIMA PERSONALITA' DOTAT...: I 100 anni di PIETRO INGRAO NOI DELLA FGCI “Pietro, c’è un ragazzo che vuole parlare con te...
PIETRO INGRAO : UNA GRANDISSIMA PERSONALITA' DOTATA DI UMILTA' SENSIBILITA' E LUNGIMIRANZA UNICHE SIA NEL COMPORTAMENTO CHE NEL PENSIERO. TI VOGLIAMO BENE.
I 100 anni di PIETRO INGRAO
NOI
DELLA FGCI
“Pietro, c’è un ragazzo che vuole parlare con te”,
gli urlò Laura dall’uscio della sua abitazione di Lenola.“Fallo entrare”, gli
rispose Ingrao da una delle stanze dove era intento a studiare.
Così – emozionato e timoroso (Pietro Ingrao era il Presidente della Camera dei Deputati…) – entrai e rimasi a discutere e chiacchierare con lui per oltre due ore.
Era l’estate del 1977 (o forse del 1978) e volle sapere e conoscere tutto di me: degli studi che compivo a Napoli, dei miei interessi culturali, della mia famiglia ( figurarsi, io che da giovane di Azione Cattolica e del Movimento Giovanile della DC provenivo da una famiglia di destra dove mio nonno paterno era stato inumato con la camicia nera e mio papà si inorgogliva a fare il saluto romano ascoltando i “discorsi di Mussolini”….).
Ed io gli facevo domande – ricevendo risposte – come se fossi un giornalista o una persona a lui conosciuta da tempo. In verità Pietro ed io ci eravamo già conosciuti a Napoli qualche mese prima quando al termine di un comizio, nella grande Piazza Trieste e Trento gremita all’inverosimile, l’avevo atteso sotto al palco e gli avevo semplicemente detto: “Onorevole Ingrao sono di Lenola, volevo salutarLa”.
Immediatamente lui si fermò e fece cenno alla scorta ed al servizio d’ordine di proteggerci. C’erano migliaia di persone che volevano salutarlo, che urlavano “Pietro, Pietro, Pietro” per stringergli la mano o per chiedergli un autografo.
Così – emozionato e timoroso (Pietro Ingrao era il Presidente della Camera dei Deputati…) – entrai e rimasi a discutere e chiacchierare con lui per oltre due ore.
Era l’estate del 1977 (o forse del 1978) e volle sapere e conoscere tutto di me: degli studi che compivo a Napoli, dei miei interessi culturali, della mia famiglia ( figurarsi, io che da giovane di Azione Cattolica e del Movimento Giovanile della DC provenivo da una famiglia di destra dove mio nonno paterno era stato inumato con la camicia nera e mio papà si inorgogliva a fare il saluto romano ascoltando i “discorsi di Mussolini”….).
Ed io gli facevo domande – ricevendo risposte – come se fossi un giornalista o una persona a lui conosciuta da tempo. In verità Pietro ed io ci eravamo già conosciuti a Napoli qualche mese prima quando al termine di un comizio, nella grande Piazza Trieste e Trento gremita all’inverosimile, l’avevo atteso sotto al palco e gli avevo semplicemente detto: “Onorevole Ingrao sono di Lenola, volevo salutarLa”.
Immediatamente lui si fermò e fece cenno alla scorta ed al servizio d’ordine di proteggerci. C’erano migliaia di persone che volevano salutarlo, che urlavano “Pietro, Pietro, Pietro” per stringergli la mano o per chiedergli un autografo.
Ma lui stette oltre un quarto d’ora a parlare con me, incuriosito su chi fossi, e poi mi disse, con i suoi modi gentili ed affabili: “Quando vengo a Lenola fai un salto a casa mia a trovarmi e parliamo con più calma”.
Così, nell’estate successiva mi presentai e fui ricevuto da lui.
Così è nata questa bellissima amicizia che dura da oltre trentanni e che si è via via rafforzata e sviluppata anche a causa delle vicende politiche che mi hanno “obbligato” – da dirigente provinciale e regionale del PCI e della FGCI – a confrontarmi costantemente e periodicamente con lui.
Poi, nel maggio del 1985 accadde un episodio che rafforzò ancora di più la nostra amicizia. Al tempo ero già Segretario Provinciale della FGCI e dirigente della Federazione del PCI di Latina.
A Lenola il partito decise di dare vita ad una aggregazione di Centro Sinistra, “Il Campanile” con la parte morotea della DC ed altre componenti della sinistra.
In una bacheca della FGCI avevamo attaccato il Sindaco uscente, Pietro Boccia, il quale in una assemblea pubblica si era meravigliato che il PCI non avesse usato la bacchetta “come si faceva ai tempi nostri”. Boccia era una degnissima persona, però si fece condizionare dal clima accesissimo di confronto e si lasciò andare ad una reazione davvero sopra le righe.
Ingrao
quando venne a Lenola per svolgere il comizio di cui abbiamo le foto in un
incontro riservato si fece raccontare da me l’accaduto nel dettaglio e il
giorno seguente su questo episodio costruì uno dei suoi comizi più belli.
Mentre dal palchetto Ingrao parlava difendendo il diritto dei giovani all’impegno e protestava per la assurda reazione del Sindaco uscente, io piangevo come un bambino perché egli parlava di me e mai avrei immaginato che egli avrebbe fatto diventare l’incidente che mi era capitato (e che io consideravo una baruffa elettorale) un fatto di valore generale..
I nostri incontri e nelle nostre lunghe chiacchierate – a Lenola come a Roma, a casa sua come a casa mia – si infittivano sempre di più e posso dire che non c’era mai alcuna formalità: tutto si svolgeva e si svolge tuttora con molta naturalezza, semplicità e molta cordialità. Anche nelle corrispondenze e nelle lettere che ci siamo scambiate nel corso degli anni dove mi domandava di conoscere in profondità ogni vicenda della vita politica locale e provinciale.
E poi arrivavano, puntuali,
le richieste di approfondimento e di analisi sempre più circostanziate e
precise con dati economici, sui fenomeni sociali e culturali di cui trattavamo.
In fondo, sono io ad essere onorato e gratificato della sua amicizia e dal fatto che ho potuto ricevere da Ingrao tanti consigli e testimonianze di fatti della storia d’Italia o di fenomeni culturali che lui ha vissuto direttamente o ai quali ha contribuito in maniera significativa.
In fondo, sono io ad essere onorato e gratificato della sua amicizia e dal fatto che ho potuto ricevere da Ingrao tanti consigli e testimonianze di fatti della storia d’Italia o di fenomeni culturali che lui ha vissuto direttamente o ai quali ha contribuito in maniera significativa.
Se dovessi dire quali siano i dati caratteriali chi mi colpiscono di più in Ingrao direi senzaltro la sua sensibilità e la sua umiltà. Non dimenticherò mai quando (agli inizi degli anni ’90), nei giorni in cui a Lenola mancava l’acqua potabile, ci rimproverava che non facevamo abbastanza per risolvere questo problema che angustiava la popolazione.
“Io posso permettermi di comperare l’acqua minerale – ci urlava nel telefono – ma quante persone ed anziani non hanno i soldi per acquistarla e vivono nel disagio di non potersi neanche lavare?”.
E - mettendosi a capo di un movimento di popolo che nacque in poche settimane - incominciò a protestare con il Prefetto, con il Governo, con il Consorzio Riuniti degli Aurunci e con tutti coloro che dovevano e potevano decidere e risolvere questo annoso problema che affliggeva Lenola ed i paesi vicini. Così è fatto Pietro Ingrao.
E noi ancora oggi lo amiamo e lo stimiamo immensamente per quanto ha fatto, per il suo coraggio, e per averci insegnato a non girarci mai dall’altra parte quando c’è qualcuno che soffre e che ha bisogno del nostro aiuto. Grazie ancora, Pietro.
Auguri per i tuoi splendidi 100 anni e – mi raccomando – stupiscici ancora con la tua lucida lungimiranza e modernità.
Marrigo Rosato
2/3/15 E’ con piacere e soddisfazione
che “ ospito ” sul
blog di Rinascita Terracina (e su facebook) questo bellissimo racconto di
storia vissuta del compagno Marrigo con il grande ed inimitabile Compagno PIETRO INGRAO. Mi
piace anche ricordare una riunione di “Zona”a cui
partecipai nella sezione di Lenola, credo nel 76, comunque pochi giorni prima
di essere eletto Presidente della Camera. Iniziò il suo intervento, dopo un breve introduzione di un compagno, con il
problema della coltivazione e collocazione delle ulive e del olio di Lenola e terminò il
suo RAGIONAMENTO con la necessità di avere e lottare per un mondo più equo e
solidale con i bisogni reali e concreti delle Persone.
PIETRO INGRAO : UNA GRANDISSIMA PERSONALITA'
DOTATA DI UMILTA' SENSIBILITA' E LUNGIMIRANZA UNICHE SIA NEL COMPORTAMENTO CHE
NEL PENSIERO. TI VOGLIAMO BENE.
Antonio
Alla 9/3/2015
Rinascita Terracina: IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATI, PER CONOSCERE E/O ...
Rinascita Terracina: IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATI, PER CONOSCERE E/O ...: JAMES HOWARD KUNSTLER Autore di una se...
IL DIRITTO DI ESSERE INFORMATI, PER CONOSCERE E/O RICONOSCERE LA VERITA'
JAMES HOWARD KUNSTLER Autore di una serie di studi politici e sociali, che sono diventati best-seller negli USA, lo scrittore statunitense James Kunstler ha fatto una sorpresa all'opinione pubblica americana. Ha detto che gli Stati Uniti abbandoneranno l'Ucraina al suo destino, e che la parte soccombente sarà l'Europa. In un'intervista esclusiva con lo scrittore "Evening Mosca" ha dato la sua spiegazione degli eventi mondiali. - Buon pomeriggio, signor Kunstler, io sono un giornalista del quotidiano "Evening Mosca" ... - Mio Dio! - Sì, signore, la sua parola ha raggiunto anche la Russia. E ho alcune domande. Lei dice che l'America abbandonerà l'Ucraina in una situazione così difficile. Come mai? Il Dipartimento di Stato durante il Maidan promesso sostegno, e ha parlato di importi specifici – a Kiev è stato promesso aiuto in 19 miliardi dollari. È Washington si allontana dai suoi partner? - Penso proprio di sì. L'America va via, perché il progetto, che hanno iniziato in Ucraina è fallito. Da quello che posso dire, gli USA perdono interesse per la situazione in Ucraina e non credo che vogliono diventare l'infermiere di questo paese. - L'intera nazione, gli ucraini credono nel sostegno degli Stati Uniti, le persone che vivono lì. Tu dici, gli Usa hanno "perso interesse"! ... - Ricordiamo che l'Ucraina è in una disperata situazione economica. Posso supporre che il popolo ucraino avrà l'aiuto di tutti coloro che vorranno offrirlo. Da qualsiasi gruppo geopolitico che offra loro soldi, che aiuterà. Ma penso che il punto è che né gli Stati Uniti né i suoi alleati europei sono in grado di permettersi di continuare a pompare miliardi di dollari in quello che sta diventando un "buco nero" economico. Questo non durerà a lungo, penso che la situazione non durerà più di un anno. E nel lungo periodo sarà chiaro che l'Ucraina è ed è sempre stata nella sfera di influenza russa. Gli sforzi per espandere l'influenza americana ed europea ai confini della Russia erano progetto mal concepito. - Ciò sembra essere il ritorno di Ucraina alla Russia? Ad oggi, il governo di Kiev è estremamente negativo nei confronti di Mosca. Vi aspettate un prossimo colpo di stato? - Tutto mostra chiaramente come sia precaria la posizione del governo dell'Ucraina. In realtà, tutto può crollar e in un attimo. Non escludo una nuova rivoluzione o colpo di stato. L'attuale governo non è destinato ad essere lì per sempre. Se falliscono con l'economia, le persone vorranno liberarsi di loro, o di una certa parte di questa nazione. Non credo che gli Stati Uniti o in Europa abbiamo la capacità fisica di fornire protezione. Certamente non gli Stati Uniti. Gli USA solo ora cominciando a imparare i limiti delle loro capacità di esercitare la loro potenza in tutto il mondo. Abbiamo appena chiuso molte basi in Europa. E mi sembra che ci sia un rischio che ci saranno ancora più chiusure delle nostre basi in tutto il mondo, semplicemente perché non possiamo permettercelo. Ho scritto diversi libri su questi fenomeni. In questi libri, ho cercato di fornire una semplice idea. Cambiamenti globali, l'economia globale non consente all'Occidente il controllo. Le più grandi nazioni del mondo si stanno ritirando. E avranno meno opportunità di proiettare il suo potere e la forza di quelle abilità che avevano in passato. Sì, ci sono ancora i missili nucleari. Tuttavia, la probabilità di un loro uso vantaggioso è minimo.... . Non credo che possiamo continuare a sprecare le nostre risorse in tal modo, e noi non continueremo a farlo. E smettere di cercare di sostenere l'Ucraina. Mi sembra che noi (gli Stati Uniti) cercheremo di lasciare l'Ucraina il più silenziosamente possibile. Prima o poi, diventa evidente che l'Ucraina è nell'interesse della Russia.
E' un articolo molto interessante. Che esplicita e rende ben definite considerazioni che però chiunque abbia seguito con attenzione viva e non faziosa la recente, tragica vicenda ucraina ha già maturato. Comunque va dato atto ed espressa gratitudine a questo STUDIOSO, informatissimo e molto OBIETTIVO. Chissà se i responsabili della politica europea e italiana in particolare hanno modo di leggere queste parole e di riflettere su di esse. Purtroppo, temo di no. Noi lo inviamo anche a RENZI, sperando che ci smentisca.
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