BERLUSCONI 23


Martelli e Craxi risulteranno essere stati i beneficiari del conto cifrato “Protezione” 633369, aperto presso l'Unione Banche Svizzero di Lugano dal faccendiere Silvano Latini (amico di Silvio
Berlusconi, e tramite dell’incontro Berlusconi-Craxi sul finire degli anni sessanta). Nel conto
“Protezione” afflui, tra il 1980 e il 1981, una prima tangente di 7 milioni di dollari pagata dal
bancarottiere piduista Roberto Calvi con la regia del Venerabile maestro Licio Gelli. L’operazione
venne concepita all'interno della Loggia P2 , alla quale Berlusconi era affiliato, ed era a beneficio di Craxi, padrino politico della Fininvest e intimo amico di Berlusconi.

Nel novembre 1992, in seguito al fallimento della sua finanziaria svizzera Sasea Holding Sa per un
crac da 4,5 miliardi di franchi svizzeri, circa 5 mila miliardi di lire, finisce nel carcere ginevrino di
Champ Dollon per bancarotta il faccendiere italiano Florio Fiorini. Fiorini, nel 1980, era stato il
direttore finanziario dell’Eni che, con Bettino Craxi e Roberto Calvi, aveva propiziato l’operazione
piduista  “conto Protezione” mediante un finanziamento dell’Eni per 220 miliardi di lire al Banco
Ambrosiano. Ma oltre che con Craxi e la Loggia P2, “Florio Fiorini è sempre andato fiero dei suoi
rapporti di amicizia con Silvio Berlusconi. A partire dal 1989, quando si mise in testa di fare affari
nel settore dei mass media (Odeon Tv, Pathè cinema, Mgrn), Fiorini usò quei rapporti come una
specie di biglietto da visita in un mondo che gli era sconosciuto, e che poi gli è risultato fatale. Ai
tempi d’oro della sua Sasea, quando Hollywood sembrava a portata di mano, non si contano le
interviste in cui Fiorini dava per imminente l’intervento al suo fianco dell’amico Berlusconi. Da
parte sua la Fininvest di Berlusconi partecipò, in veste di finanziatore, alla disastrosa scalata alla
Mgm  tentata da Fiorini in coppia con Giancarlo Parretti”.

“ll Mondo” del 13 giugno 1994 riporta quanto dichiarato da Fiorini in un interrogatorio del l2
ottobre 1993 davanti ai magistrati di Ginevra. “Il prezzo d'acquisto definitivo di Mgm fu di 1.312
milioni di dollari. 862 milioni di dollari furono forniti direttamente dal gruppo Crédit Lyonnais. In
particolare Mgm aveva raggiunto un accordo per cedere i diritti di trasmissione dei filrn della sua
biblioteca. Tra gli acquirenti c’era anche Fininvest Spagna. Il Crédit Lyonnais di New York scontò
il contratto d’acquisto di Fininvest Spagna per 66 milioni di dollari. Riguardo altri l60 milioni
forniti dal Crédit Lyonnais  erano in parte garantiti da un impegno della Fininvest a comprare azioni Mgm per 50 milioni di dollari. Un impegno che deve essere caduto nel vuoto in quanto non risulta che la Fininvest abbia mai comprato una partecipazione azionaria della casa cinematografica americana. In un successivo interrogatorio Fiorini ha fatto notare che il Crédit Lyonnais rinunciò a far valere le garanzie fornite da Fininvest. In quelle giornate dell'ottobre 1990, che videro la scalata
di  Parretti e Fiorini a Mgm,  anche la Popolare di Novara, allora guidata da Piero Bongianino, fece la sua parte. Dei 112 milioni di dollari che rappresentavano l’impegno diretto, poi destinato ad
aumentare notevolmente, di Sasea Holding nell’operazione, circa 50 milioni di dollari furono forniti
dall’istituto piemontese. Un prestito, come confermato da Fiorini ai giudici, che era garantito dalla
stessa  Fininvest .

Comunque Fiorini non era solo legato a Berlusconi, Craxi, la P2, ma pure al boss mafioso residente a Lugano Michele Amandini,  attraverso la finanziaria Blax Corporation di Vaduz, nel paradiso fiscale del Liechtentein. Amandini è risultato, nella maxi inchiesta chiamata Nord Sud, affiliato a una organizzazione mafiosa coinvolta nel traffico d’eroina, e in alcuni sequestri di persona (ll Mondo, l8 aprile 1994). Amandini è stato in affari anche col faccendiere sardo Flavio Carboni, a sua volta in affari con Silvio Berlusconi. Come dire: tutto torna, tutto è collegato. Per quanto riguarda Fiorini, una volta nel carcere ginevrino di Champ Dollon pare passasse il tempo ad inviare alla magistratura periodici memoriali nei quali ricorreva spesso il nome di Silvio Berlusconi.
In un rapporto datato 27 novembre 1992 inviano ai vertici della polizia cantonale ticinese, il già
citato funzionario svizzero infiltrato nel narcotraffico internazionale scrive:  “Agli  inizi del 1991
alcune informazioni confidenziali rivelarono che presso la Banca Migros di Lugano venivano

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