BERLUSCONI 12° ( prima di entrare in politica)


finanziamento statale di 600 milioni, ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader della Dc romana. Stessi politici che gli avrebbero fatto avere altri finanziamenti per edificare la sua clinica privata. Berlusconi, ovviamente, vedeva con estremo favore il sorgere di una clinica ospedaliera nei pressi di Milano 2, ma soprattutto, con un don Verzé così ben introdotto nella Dc romana, sarebbe stato più facile per l’Edilnord risolvere il grave problema delle fragorose rotte aeree sulla zona.
Sulla questione delle rotte aeree, il 24 luglio 1969 la Direzione generale dell'Aviazione Civile (Civilavia) aveva emanato una prima direttiva di regolamentazione del corridoio di decollo da Linate, con la sigla “Notam” e il numero d'ordine “AIII/69”. La disposizione stabiliva che subito dopo il decollo gli aerei procedessero dritti  lungo la rotta Sud-Nord, per poi virare ad una altezza di 3.600/5.000 metri, a seconda del tipo di aeromobile, dal punto di stacco. In tal modo gli aerei evitavano gli abitati di Segrate, San Felice, Vimodrone, Cologno e Brughiero, e sorvolavano la disabitata zona verde del conte Bonzi posta oltre il confine orientale del Comune di Segrate. Tale area, in base alla Convenzione di Chicago sulla Aviazione civile, avrebbe dovuto essere considerata “inabitabile” e destinata a “zona verde”, essendo proprio sull”asse della pista n° 36 di Linate e a pochi chilometri dall’aerostazione. Il fatto è che da pochi mese l’area non è più del conte Bonzi, ma dell'Edilnord Centri Residenziali, che intende costruire una cittadella. Nel 1967 il Piano Intercomunale Milanese si era chiaramente pronunciato contro la lottizzazione urbanistica dell'area Bonzi. Ma questo non era certo un cruccio per Berlusconi, visto che alla fine del  1970 l’edificazione di Milano 2 procede spedita sotto il costante fragore degli aerei che sorvolano l”area, che mettono in ridicolo lo slogan commerciale di Milano 2: “un'oasi di pace ai confini della città”.
Il 24 giugno 1971 il duo Berlusconi-don Verzè inoltra al ministero dei Trasporti una petizione che sollecita “immediati provvedimenti” per salvaguardare la quiete dei cittadini (in quel momento sono circa 200) di Milano 2 e dei “degenti” dell”Ospedale San Raffaele, “che inizierà la sua attività nel  luglio 1971 e che nel prossimo futuro raggiungerà la potenzialità di 600 letti”. In pratica non si sarebbe mai potuto costruire in quell'area, tanto meno un ospedale, proprio sulla rotta degli aerei, ma i Due se ne sono altamente fregafi e, visto che hanno cominciato, sono le linee aeree a doversi spostare.
E qui comincia la telenovela Civilavia asseconda prontamente la richiesta e il 15 dicembre '71, con Notam A267/71, con entrata in vigore il 15 gennaio successivo, dispone un allontanamento del corridoio di uscita da Linate “di circa 700 metri dal limite orientale della zona interessata”. Con il dirottamento la rotta evita le zone di proprietà dell`Edilnord, ma aumenta l’inquinamento acustico sugli abitanti di Segrate, Vimodrone, Cologno e Brugherio. L’aggiustamento ad uso del duo Berlusconi-don Verzè provoca la protesta dei piloti associati all`ANPAC e della direzione dell’Alitalia in quanto si è prodotta una riduzione dei margini di sicurezza nel decollo. Civilavia recepisce il 30 marzo 72, con Notam  A107/72, le obiezioni dei piloti e della compagnia di bandiera. Un mese dopo, al fine di stabilizzare in via definitiva la delicata questione delle rotte, Civilavia, con Notam A128/72 in vigore dal 25 maggio, allontana ulteriormente il corridoio di decollo dall'area di Milano2/ Ospedale San Raffaele. Solo che la nuova rotta va a disturbare gravemente l’acustica degli abitanti di Segrate, i quali formano il Comitato antirumore segratese, CAS, raccogliendo oltre 3000 firme in calce ad una serie di richieste, prima tra tutte il ripristino delle rotte in vigore al 1971. Il 15 settembre '72 una rappresentanza del consiglio comunale di Segrate si reca a Roma alla direzione di Civilavia, e ottiene una sensibile modifica della quota di virata, ratificata con Notam A282/72 del 26 settembre '72. Torna cosi la pace su Segrate, ma l'Edilnord prepara la reazione.
Il 13 settembre 1972 gli sparuti abitanti di Milano 2 ricevono un volantino in cui l’Edilnord chiede loro una mano per alcuni problemi, in primis il passaggio degli aerei sulle loro teste. Si forma così

BERLUSCONI 11° (prima di entrare in politica )


ll 7 dicembre 1978 affluiscono sul conto di Berlusconi presso la filiale di Segrate della Popolare di Abbiategrasso altri 17,98 miliardi, tramite otto giroconti che coinvolgono varie società di comodo. Ma i periti non sono riusciti a trovare il “primo girate” e “l’ultimo beneficiario”, anche perché la documentazione bancaria era registrata su microfilm che risultano bruciati. Tra il 24 e il 31 dicembre 1979 la Fininvest riceve altre 25 miliardi dalle Holding. ,Tra marzo 1981 e maggio 1984 le varie Holding ricevono oltre 12 miliardi, tutti rigorosamente di provenienza ignota. Ma il caso più divertente è quando il 19 ottobre 1979 Berlusconi costituisce la PALINA Srl, società fantasma che vivrà solo sette mesi.
 Il 14 dicembre 1979 la Palina fa girare sul suo conto corrente acceso presso la sede milanese della Popolare di Abbiategrasso 27,68 miliardi, che vengono poi  bonificati  alla SAF, che a sua volta gira alle Holding italiane, le quali accreditano l'intera somma sui conti Fininvest, la quale la storna alla Milano 3 Srl, altra società del gruppo. Quest’ultima restituisce il tutto alla Palina. Divertente vero? Ma ancora più divertente quanto accertato sui controllori: “Amministratore unico era Enrico Porrà, un invalido di 75 anni, appena colpito da ictus quando i consulenti di Berlusconi lo accompagnarono a firmare le carte”. Davvero notevole, ma c’è anche la testimonianza alla Dia del commercialista presso il quale era domiciliata la Palina, Amilcare Ardigò: “Non ho mai avuto notizia del transito di quei soldi”, affermando anche che la Palina non ha mai avuto un solo documento contabile. Ardigò accompagnava in carrozzella alle assemblee l’amministratore settantacinquenne colpito da ictus Enrico Porrà., e sulla questione dei  27 miliardi si sorprende: “Non ho mai accompagnato in banca Porrà, un prestanome di Berlusconi, per il perfezionamento di operazioni relative a quella socíeta! Certo che se accompagnava uno colpito da ictus alle assemblee c’è da chiedersi quanto pelo sullo stomaco avessero i “soci”!
Nel 1977 a Silvio Berlusconi viene conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro con la seguente motivazione: “Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza ?con il massimo dei voti, decise di dar vita ad una attività indipendente nel settore dell’industria edile fondando la Società “Cantieri Riuniti Milanesi Spa”. Nel 1963 ha costituito la Società “Edilnord” che ha realizzato, tra l’altro in provincia di Milano, un centro per quattromila abitanti, il primo in Lombardia dotato di centro commerciale, centro sportivo, campi di giuoco, scuole materne ed elementari. Dal 1969 al 1975, in applicazione di una nuova concezione urbanistica Silvio Berlusconi ha realizzato la costruzione di “Milano 2”, una città per diecimila abitanti e contigua a Milano, dotata di tutte le più moderne attrezzature pubbliche e sociali, la prima sanità urbana in Italia con tre circuiti differenziati per auto, ciclisti e pedoni. E' Presidente e Direttore Generale della Edilnord progetti S.p.A. e Presidente della Fininvest S.p.A.”. La domanda è: sapevano che quella di Milano 2 e dintorni è una vicenda originata da misteriosi capitali provenienti dalla Svizzera, scandita da prestanome ed espedienti, da irregolarità ed abusi, accompagnata dal forte sentore di tangenti e corruttele e impregnata di collusioni col potere politico?
 Ma quelle parole: “la prima sanità urbana in Italia” ci portano ad un altro fatto collegato, molto collegato con le imprese del novello cavaliere. La convenzione stipulata nel 1963 dal conte Bonzi col Comune di Segrate era comprensiva di un’area di 46.000 mq che il conte aveva venduto, nel 1966, a un oscuro Centro assistenza ospedaliera Monte Tabor di don Luigi Maria Verzè. Il compiacente sindaco segratese Turri  nel luglio I967 aveva rilasciato a don Verzè una licenza per la costruzione sull’area di una clinica geriatria privata (Ospedale San Raffaele). Ed è qui che la vicenda della clinica segratese di don Verzè si salda con quella di Milano 2 del suo socio (occulto) Silvio Berlusconi, con un seguito di scandalo nello scandalo a colpi di abusi, irregolarità e collusioni politiche.
Don Luigi Verzé (prete “interdetto” dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con “la proibizione di esercitare il Sacro ministero”) aveva potuto acquistare l’area del conte Bonzi grazie a un

BERLUSCONI 10° (prima di salire in Politica)


contro Comincioli, la Generale commerciale e la Sofint, sostenendo che nelle operazioni di subentro a Ravello il berlusconiano Comincioli e la berlusconiana Generale commerciale hanno agito per conto dello stesso Carboni, interponendosi come suoi prestanome avendone in cambio cospicui appezzamenti di terreni edificabili. Il curioso che adendo contro la Sofint adisce anche contro sé stesso, in quanto comproprietario effettivo della società. Comunque niente paura, lo scontro non dura molto. Cavolo, potevano saltare fuori grovigli inconfessabili di certi interessi poco puliti! Come, ad esempio, un giro di cambiali tra la Sofint e le spa Finanziaria regionale veneta, Safiorano e Stella Azzurra, società che la sentenza 8 febbraio 1986 del Trìbunale di Roma attribuirà alla “famiglia di Josef Ganci  nel frattempo  deceduto, imputato di traffico internazionale di stupefacenti e di appartenenza a Cosa Nostra”. ll 9 ottobre 1978, infatti, le parti comunicano al Tribunale la composizione della controversia, estinguendo le cause, per via dell'intervenuta risìstemazione generale dei rapporti tra Carboni e Comincioli, che è poi Berlusconi. Berlusconi paga 3 miliardi e 800 milioni (detratto il miliardo e825 milioni già 'versati nel 1977 in contanti e in cambiali),ottenendo in cambio la definitiva proprietà delle società Su Ratale, Su Pinnone e Poderada. Comincioli viene confermato socio di Carboni nella Prato Verde, che rimane intestata fiduciariamente alla Sofint (con altre società del faccendiere sardo), Sofint che Carboni e il prestanome di Berlusconi Comincioli controllano parìtariamente il 50%.
Ma nel 1978, precisamente il 26 gennaio, Silvio Berlusconi si era affiliato alla loggia rnassonica deviata e occulta “Propaganda 2”, meglio nota come “P2”, del maestro venerabile Licio Gelli, al quale era stato presentato dal giornalista Roberto Gervaso. Pagata regolare quota di iscrizione di 100 mila lire, e registrato con tessera 1816, codice e.19,78, gruppo 17, fascicolo 0625. La partecipazione alla loggia gli procurerà notevoli vantaggi di ogni genere (come se non ne avesse mai avuti fino a quel momento); dai finanziamenti della Servizio Italia ai crediti facili e ingiustificati del Monte dei Paschi di Siena, con tutta gente affiliata alla P2, alla collaborazione come commentatore di politica economica sul Corriere della Sera, diretto dal piduista Franco Di Bella e controllato dalla Rizzoli dei piduisti Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din e Umberto Ortolani.La P2 verrà poi sciolta, in quanto eversiva, con un prowedimento del governo Spadolini. L’esito di una perizia sui bilanci della Fininvest effettuata dagli esperti della Banca d”Italia su incarico della magistratura, ha evidenziato che negli anni dal 1977 al 1984 sono entrati nelle casse della Fininvest almeno 200 miliardi in contanti e a volte con assegni circolari, transitati sui conti delle 22 Holding, seguendo giri talmente tortuosi che di ben 114 miliardi i tecnici non sono riusciti a ricostruire la provenienza. ll capitale sociale della Fininvest, pari a 400 miliardi di lire, era ed è posseduto dalle 22 Holding, da Italiana prima e Italiana 22. Il capitale di queste è posseduto per metà direttamente da Berlusconi, e per l’altra metà da una società fiduciaria (di copertura) della Bnl, la Servizio Italia Spa, ì cui capitali si dice che siano sempre di Berlusconi. Questi aveva dato vita alla Fininvest Srl il 21 marzo 1975 a Roma, con un capitale di 20 milioni, diventati poi 2 miliardi l’l1 novembre, con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L°8 giugno 1978 aveva fondato, sempre a Roma, la Finanziaria di Investimento Srl amministrata da Umberto Previti, padre di Cesare, con il solito capitale di 20 milioni. Questi diventano 50 milioni il 30 giugno, e 18 miliardi il 7 dicembre 1978. Il 26 gennaio 1979 le due Fininvest si fondono in una sola società.
Ecco in particolare alcune “stranezze” emerse dalla perizia della Banca d°ltalia. Il 6 aprile 1977 la Fininvest aumenta il capitale da 2,5 miliardi a 10,5 miliardi. 8 miliardi tutti con versamenti in contanti. Il 2 dicembre 1977 arrivano nelle casse della Fininvest altri 16,4 miliardi come “finanziamenti soci”, non si sa se in contanti o assegni causa documentazione bancaria mancante.

P I L L O L E D I U N V I S I O N A R I O ?




Le associazioni in difesa dei consumatori si sono allontanate, almeno in Italia, dalla ecologia sociale e dall'educazione ai consumi. Con i consumatori, infatti, si fa business. In pratica, la strategia vincente del sistema in qualsiasi fenomeno dove sia predominante l’entusiasmo e l’idealismo, è introdurre i soldi.
I fenomeni cambiano: sono stravolti nella loro matrice originaria per divenire la negazione di quello che erano. Per esempio, sempre in Italia, le associazioni dei consumatori fanno tutto tranne che difendere i consumatori.

Ignorando, per ignoranza, di come a ogni problema volutamente ricercato da chi col problema ci guadagna, c’è un’alternativa. È proprio per questo, chi ci guadagna, ossia il sistema, finanzia le associazioni dei consumatori ingenerando in quest’ultimi – nei consumatori – l’erronea convinzione di essere difese. Guardiamo per esempio l’aumento del costo del petrolio.
Di per sé la cosa, anziché essere una tragedia, dovrebbe essere una cosa da valutare positivamente. La benzina, infatti, checché se ne dica, è la maggiore causa di inquinamento. Se quindi le associazioni dei consumatori non negassero il loro ruolo e se la politica, a sua volta, non ricevesse le indicazioni da chi ci guadagna, l’industria degli armamenti e quella del petrolio, finalmente questa fonte di energia assolutamente sbagliata, potrebbe essere sostituita.

Le alternative infatti esistono e sono, nell’immediato, i combustibili alternativi e le rinnovabili. Solo domani, le free energy e l’idrogeno. Non a caso, invece, si è spostata l’attenzione del consumatore verso il biocombustibile, ossia quello che dovrebbe essere prodotto dalle eccedenze alimentari. E si è fatto presente, con dovizia di particolari, di come questa fonte alternativa, anziché difendere l’ambiente, lo devasta.
Paradosso dei paradossi, poi, è richiamata l’Amazzonia dove, come noto, la deforestazione è dovuta all’industria della carne. Quindi anziché fare quello che avrebbero dovuto fare, le associazioni dei consumatori, ossia spingere affinché fossero effettivamente create le misure finalizzate a convertire l’agricoltura e l'allevamento industriale in agricoltura estensiva, si plaude a misure ridicole finalizzate ad abbassare di qualche centesimo di euro il costo della benzina o del gasolio per i mezzi meccanici.

Esaminando poi le notizie urbane, di fronte al costo insostenibile delle vittime della strada, anziché procedere a tutelare in tutti i modi possibili queste, le associazioni dei consumatori si sono prestate con le compagnie di assicurazioni per ridurre al massimo il costo del risarcimenti. Eliminando l’assistenza degli avvocati. E poi ci stupiamo di notizie folli quali quelle del ventenne che spinge la propria ridicola macchinetta a 200 km/h davanti alla scuola bus facendo poi una strage. Esiste però tutto un mondo variegato che, seppure non catalogato come “associazione dei consumatori”, difende i consumatori. Non sapendolo, certe volte. È questo mondo, di fronte a questa incapacità e di fronte a questa disonestà diffusa, che ha il dovere morale di tentare di cambiare le cose. Sia pur con i limitati mezzi a disposizione ma sapendo pure che Archimede già aveva detto: “datemi una leva e vi solleverò il mondo”.

In Italia, c’è stato un ”coup d’Etat couvert”. Che ha levato ai cittadini inferociti la possibilità di poter sostituire questa classe dirigente, creando delle barriere insormontabili all’accesso di nuovi soggetti nell’agone politico. I partiti sono stati aiutati in questo da soggetti che hanno sterilizzato l’opinione pubblica dandogli l’idea che stesse per arrivare il Messia, per esempio Beppe Grillo....

A questo punto, i giochi sono quasi fatti. Abbiamo però visto come ultima chance, le candidature in fondo indipendenti, dentro alcuni nuovi raggruppamenti democratici. In quel caso, dai nostri forum e dei nostri siti, passeremo direttamente alla gestione della cosa pubblica. E finalmente ci sarà qualcuno che difende gli Utenti e i Consumatori.

Rinascita Terracina: BERLUSCONI 9°

 società Punta Volpe si fonde per incorporazione e singolarmente con ognuno delle undici spa. Il senso della operazione è di suddividere i...

BERLUSCONI 9°


società Punta Volpe si fonde per incorporazione e singolarmente con ognuno delle undici spa. Il senso della operazione è di suddividere i terreni in frazioni più commerciabilì, che divengono così più snelle proprietà di singole società, il tutto in esenzione di oneri fiscali. Per questo era stata scelta Trieste, che ai tempi godeva di un regime fiscale privilegiato. Ogni altro onere viene fatto ricadere sulla società Punta Volpe che, svuotata, li esclude e, anzi, viene cancellata dal registro delle società.
Di tutta l'operazione Carboni si assicura l'80%, mentre a Ravello va tacitamente il 20% dei terreni e dei fabbricati delle undici spa. L”80% di Carboni ammonta a l miliardo e 800 milioni, pagamento dilazionato all'8% di interesse annuo. Carboni versa una prima rata di 250 milioni, poi fa fronte alle altre scadenze cedendo a Ravello quote di sue società. Al 31 agosto 1974, secondo un promemoria contabile sequestrato dalla Guardia di Finanza, Carboni è in debito di circa 354 milioni, e ciò porta ad una nuova ripartizione delle rispettive quote. I due convengono, sulla parola, che fino all’estinzione del debito, e a garanzia dello stesso Ravello, i due diventano soci al 50% delle società nelle quali è stato disperso il patrimonio della ex società Punta Volpe. Tutta questa operazione, detta delle “I2 sorelle”, è stata definita “un patto a delinquere” nella sentenza 8 febbraio 1986 del Tribunale  di Roma contro la malavita romana.
Di quella operazione ci interessa la destinazione finale delle singole società e le relative proprietà immobiliari. Tre di esse transitano per la Generale commerciale di Comincioli e finiscono nella Fiminvest di Berlusconi: le spa Poderada, Su Ratale e Su Pìnnone. In altre due, Prato Verde e Immobiliare Sea, Comincioli è presente direttamente, come è presente in altre due, Monte Majore e Punta Lada, attraverso la fiduciaria Sofini controllata al 50%. In tre società subentrano interessi  mafiosi: Iscia Segada e Meditenanea  vanno ai siciliani Luigi Falcetta e Lorenzo Di Gesù per conto di Pippo Calò, conosciuto come il cassiere della mafia, mentre Sa Tazza passa a Domenico Calducci. Questi, nella sentenza sopra ricordata dell°8 febbraio 1986, “costituì la cooperativa Delta la quale, con il gioco della cessione successiva delle quote, sembra veramente avere avuto la funzione di stanza dì compensazione delle azioni  reciproche dei maggiori  usurai romani. La Delta figurerà tra i clienti “in sofferenza” del Banco Ambrosiano (esposizione di 28 milioni, di cui 14 rubricati come “perdita certa”).
Nel 1975 la situazione economica di Carboni, secondo il suo segretario Emilio Pellicani, si fa disperata, creando preoccupazione nei suoi partner. Un incontro verso la fine di settembre all’hotel  Gritti di Venezia con Ravello, Locatelli e Calducci, che avevano tentato un piano di salvataggio, fallisce. Carboni è costretto a cercare altri finanziatori, e trovando in Comincioli grande disponibilità, associa il prestanome di Berlusconi ai suoi affari. Nel 1977 Ravello, coinvolto nello scandalo Italcasse- Caltagirone in quanto membro del cda della società Flaminia nuova, decide di ritirarsi definitivamente in Svizzera, liberandosi della propria parte del patrimonio sardo, quello delle I2 sorelle: Pacquirente è Comincioli, cioe Silvio Berlusconi.
Durante la gestione Comincioli della Prato Verde, nel periodo febbraio-marzo 1978, Carboni entra in affari con esponenti di Cosa Nostra. Tramite i malavitosi Calducci e Diotallevi, Carboni concorda Con un gruppo di mafiosi l’esecuzione di lavori di risanamento nel centro storicodi Siracusa,e ottiene un anticipo di 450 milioni. L”affare non va in porto per l’opposizione della Regione Sicilia. A quel punto i committenti siciliani, Luigi Falcetta, Lorenzo Di Gesù, Gaetano Sansone, Antonio Rotolo e un certo Mario, che altri non era che Pippo Calò, pretendono la restituzione di 450 milioni anticipati e 250  di interessi. Carboni salda il debito attraverso cambiali per 700 milioni emesse dalla società Elbis di Milano a favore di Romano Comincioli, e da questi girate. Nella Elbis srl, società costituita il 12 dicembre 1969 dal messinese Antonino Franciò e da alcuni prestanome di Berlusconi, Carboni è entrato da poco portando 138 milioni. Tra Paprile e il maggio 1978 i rapporti tra il prestanone di Berlusconi, Comincioli, e il Carboni si guastano finendo nientemeno che in Tribunale a Roma. Carboni promuove ben sei cause civili

Berlusconi 8° parte


Da noi c'è tanto da costruire”. E Berlusconi: “Vorrei, vorrei, ...Ma sa, già qui al nord ci sono tanti
siciliani che non mi lasciano tranquillo...”. Bontade: “La capisco, ma adesso è tutto diverso. Lei ha
già al suo fianco Dell'Utri, io le manderò qualcuno che le eviterà qualsiasi problema con quei
siciliani”. Berlusconi: “Non so come sdebitarmi, resto a sua disposizione per qualsiasi cosa”. E
Bontade: “Anche noi siamo a sua disposizione. Se c'è un problema basta che ne parli con
Del1'Utri”. E fu dopo questo incontro che arrivò Vittorio Mangano. Questo secondo il racconto del
pentito Di Carlo che, visto anche quanto sopra, non crediamo proprio abbia raccontato balle.

Il fatto è che Mangano non avrebbe fatto solo lo stalliere, come pure l’amministratore, ma anche il
furbetto nel suo soggiorno a villa San Martino, organizzando estorsioni, anche ai danni di
Berlusconi, e progettando addirittura sequestri ai danni degli ospiti del suo nuovo padrone. Cosi
racconta un altro pentito, Salvatore Cocuzza, successore di Mangano alla guida del clan di Porta
Nuova, e suo compagno di cella dal 1983 al 1990. Sempre secondo Cocuzza, Berlusconi si rivolse a
Cinà per trattare direttamente con Bontade e Teresi e “raggiunse con loro un accordo per il
Versamento di una tangente di 50 milioni l’anno. La stessa cifra che veniva prima versata a
Mangano”. E cosi Mangano venne liquidato dalla ditta Berlusconi. I motivi dell’allontanamento di
Mangano vanno a quadrare con le stesse dichiarazioni di Berlusconi e Dell’Utri, che lo motivarono
con i tentativi di sequestro. Anzi, ci fu persino una bombetta,, un “rozzo ordigno, poca roba”, vicino
al cancello della sua villa, e in una telefonata con Dell'Utri, il cui telefono era sotto controllo
dell’antimafia, Berlusconi aveva attribuito “l’avvertimento” allo stesso Mangano, ridendoci
sguaiatamente sopra con l’amico  Marcello, dicendo che “un altro avrebbe mandato una
raccomandata, lui una bomba. _ .è perché non sa scrivere”.

In considerazione che Berlusconi ha necessità di una società di comodo per alcune operazioni
immobiliari (un'altra, diciamo), un suo stretto e fedelissimo collaboratore, Romano Comincioli,
fonda il 15 aprile 1976, insieme con Maria Luisa Bosco, la Generale commerciale srl. Capitale 900
mila lire, scopo sociale la compravendita di immobili in proprio e per conto terzi, amministratori
Comincioli e Bosco. Nonostante un risibile capitale sociale, la Generale commerciale comincia
subito a manovrare cifre ingentissime, delle quali nei suoi bilanci non vi è traccia. E qui Berlusconi,
tramite il suo prestanome Comincioli, entra in contatto con il faccendiere Flavio Carboni.

Flavio Carboni è sardo, conosce il territorio dell’isola, e agisce secondo uno schema molto semplice: accaparrato un terreno agricolo si attiva per mutarne la destinazione in terreno edificabile, duplicandone il valore di mercato. Berlusconi, tramite il paravento Comincioli, concede a Carboni cospicui finanziamenti, in cambio dei quali Carboni coinvolge Comìncioli-Berlusconi  in numerose operazioni immobiliari. Pur non disdegnando altre località, la zona prevalente è la costa quasi vergine nel nord della Sardegna, tra Olbia e Porto Rotondo. Proprio nella zona di Porto Rotondo Carboni acquista un lotto dalla famiglia del giornalista Jan Gabronski, per150milioni, e lo
intesta alla società Costa delle Ginestre, dopo di che cede quote societarie a Comincioli. Nella
società Costa delle Ginestre sono associati: Flavio Carboni e suo fratello Andrea soci di
maggioranza; Romano Comincioli, cioè Berlusconi, socio di minoranza; Domenico Ballucci socio
di minoranza e Danilo Abbruciati socio occulto. Questo assetto societario verrà confermato dal
mandato di cattura spiccato il 29 gennaio 1983 dal giudice istruttore Imposimato a carico dei fratelli Carboni e di esponenti della Banda della Magliana.

Al duo Carboni-Comincioli (che è poi Berlusconi) si aggiunge Fiorenzo Ravello, Costui è un
italiano residente in Svizzera che il 17 ottobre 1973 promuove la costituzione a Tempio Pausania
(Sassari) della società Punta Volpe spa. A questa società Ravello intesta i beni che lui stessi
Amministra e rappresenta a Porto Rotondo e nel Comune di Olbia, per poi trasferire la società
Trieste, dove contemporaneamente vengono costituite altre dieci nuove società per azioni. A Trieste ha già sede la Immobiliare Sea spa, che prende parte attiva all’operazione. Il 12 dicembre 73 la