BERLUSCONI 19° Prima di scendere/salire in politica


“amministratori”, e la Banca Rasini viene ceduta a Nino Rovelli. Con quali soldi di quest’ultimo                   non si sa, ma coni giri poco puliti dell’ambiente si può tranquillamente pensare male.
Ma chi è Nino Rovelli? E, anzi, era, il proprietario della Sir, Società Italiana Resine, arrivata praticamente sull'orlo del fallimento. Nel '78, nonostante sia stato generosamente assistito dal sistema creditizio, ed abbia goduto di grandi copertine politiche, da Giulio Andreotti a Giacomo Mancini, Rovelli non ha più mezzi finanziari per andare avanti. Per i finanziamenti alla Sir è nell’occhio del ciclone la stessa Banca d'Italia, coinvolta in una inchiesta della magistratura, che finirà nel nulla, che spingerà il governatore Paolo Baffi, nella primavera del '79, a rassegnare le dimissioni.  Il 19 luglio 1979, per salvare i crediti, le banche sottoscrivono una convenzione con Rovelli e assumono il controllo della società: 700 miliardi di debiti vengono trasformati in quote di proprietà in mano agli Istituti. A firmare l’intesa sono l’allora presidente dell'Imi Giorgio Cappon e Piero Schlesinger, presidente del costituendo consorzio bancario di salvataggio, che succederà a Cappon al vertice dell’Istituto, rimanendovi però solo sei mesi, fino all'estate dell'80. Nella convenzione si afferma che Rovelli  potrà riavere il l0% della Sir se le valutazioni del patrimonio netto del gruppo daranno luogo a plusvalenze.
Nel 1980 viene costituito il Comitato per l’intervento nella Sir, finanziato con circa 500 miliardi dal Tesoro, che rileva il 60% della Sir-Rumianca. Il resto rimane alle banche.. Nel 1982 inizia la battaglia delle carte bollate. La mancata applicazione dell’accordo del 19 luglio 79 induce Rovelli a  una vertenza giudiziaria. Malgrado il dissesto della Sir abbia provocato una voragine nei conti, Rovelli dai banchi dell’imputato va a indossare ì panni del danneggiato. Nel 1986 il Tribunale Civile di Roma, sezione prima, presidente Filippo Verde, ricordatevi il nome, dà ragione a Rovellì, e nomina tre periti per la valutazione della Sir e per calcolare l’ammontare del risarcimento all’ex azionista del gruppo chimico. Nel 1988 la Sentenza viene convalidata in appello. Nel 1989 la Cassazione accoglie il ricorso dell’Imi e annulla la precedente sentenza. La causa torna in Corte d'Appello.
Nel novembre del 1990 la Corte d'Appello, giudici Arnaldo Valente e Vittorio Metta, ribalta la sentenza della Cassazione. Viene intimato all’lri il risarcimento di 800 miliardi a Rovelli. Un mese più tardi Nino Rovelli muore in Svizzera; dove nel frattempo ha spostato la residenza. L’Imi ricorre nuovamente in Cassazione. Il giudice Metta si dimetterà poi dalla magistratura e diventerà associato dello studio legale di Cesare Previti
Il 2 gennaio' 1992 l’udienza davanti alla prima sezione civile della Suprema corte si conclude con un colpo di scena: scompare la procura speciale conferita dall’Imi al collegio di difesa che lo deve rappresentare in giudizio. Il30 gennaio l'Imi sporge denuncia contro ignoti per la scomparsa della procura speciale dagli incartamenti depositati in Cassazione. Il giorno seguente ì legali dell’Imi sollevano eccezione di incostituzionalità verso l’articolo 369 del codice di procedura civile, in quanto lederebbe il diritto alla difesa. Il 6 novembre la Consulta decide di rimettere il giudizio alla Cassazione, a cui spetta di interpretare le leggi ordinarie. La procura scomparsa riapparirà nel fascicolo, accompagnata da una lettera anonima, il 10 giugno 1993.
Il 14 luglio 1993 la prima sezione civile della Cassazione condanna definitivamente l’imi a risarcire gli eredi Rovelli. Presidente è Vincenzo Salaria, consiglieri Antonio Ruggiero, Giuseppe Borre, Gian Carlo Bibolini (relatore), Rosario Morelli. Il risarcimento previsto per il 29 ottobre viene effettuato solo all’inizio del `94. Sono sui 900 miliardi  ma gli eredi  Rovelli chiedono all’Iri altri 60 miliardi per il ritardo. Ma il 1° luglio 1993 l’lmi inizia causa di risarcimento contro il consorzio bancario di salvataggio e propone il “ricorso per revocazione contro la Cassazione per errori di fatto”. Il ministero del Tesoro “ha proposto opposizione di terzo contro la sentenza della Corte d'appello“  

Rinascita Terracina: BERLUSCONI 18° prima di scendere in politica

Rinascita Terracina: BERLUSCONI 18° prima di scendere in politica: riconosciuta essere strumento di riciclaggio in favore di Giuseppe Bono. Anche sul conto corrente n° 6410 transitano notevoli e ingiustif...

BERLUSCONI 18° prima di scendere in politica


riconosciuta essere strumento di riciclaggio in favore di Giuseppe Bono. Anche sul conto corrente n° 6410 transitano notevoli e ingiustificati importi; il conto è intestato a Luigi Monti, socio di Virgilio in tutta una serie di società, ma anche in operazioni che portano alla loro incriminazione”.
“La flagrante connivenza della Rasini con Monti e Virgilio rientra nel novero dei più vasti rapporti che la banca intrattiene con esponenti della “mafia dei colletti bianchi”, e con personaggi a essa mafia attigui, come il costruttore Silvio Sonetti (condannato per crac della Concordia a 9 anni di reclusione). Il comune tornaconto è tale che a un certo punto il malavitoso “girò” manifesta alla Rasini la “disponibilità a trattare l’acquisto del pacchetto azionario di controllo della banca dal 51 % al 73% sulla base di una valutazione dell’intero pacchetto di  40 miliardi di lire. L’ operazione di compravendita della banca non andrà in porto, ma è un fatto che la Rasini risulterà particolarmente compiacente con i correntisti mafiosi: il suo direttore generale, Antonio Vecchione, verrà rinviato a giudizio per “violazione dei doveri inerenti al pubblico esercizio del credito”. Vecchione verrà poi condannato a 4 anni, ma solo il 5 giugno del 1987 verrà licenziato. Per quanto riguarda i mafiosi patentati Monti e Virgilio, tutto l’impianto accusatorio verrà cancellato alla Prima Sezione della Corte di Cassazione, presidente dott. Corrado Carnevale, diventato molto noto per questo tipo di sentenze assolutorie, che in tutta onestà gridano vendetta. Il risultato è che i due mafiosi si vedranno restituire tutti i beni mobili e immobili, compreso i soldi che avevano alla Rasini!
Come si vede, questa è l’altra particolarità per cui la Banca Rasini è diventata famosa: essere la banca della mafia. Diciamo subito che questa “particolarità” ha preso piede alla grande dal 1974, all'arrivo del nuovo direttore generale Vecchione, e dei nuovi soci. Ma certamente non ha avuto un comportamento pulito neppure prima. Già la presenza iniziale di Giuseppe Azzaretto da Misilmeri dovrebbe dire molto, ma la Rasini era dedita al riciclaggio di denaro sporco, con quelle stranissime società svizzere del figlíolo dei suo direttore generale. Al proposito, c’è seriamente da ritenne che tutti quei contatti in Svizzera sia stato proprio il padre Luigi a farle conoscere al figlioletto Silvio. (E’ di questi giorni l’affermazione di Berlusconi:“La svizzera mi deve molto”) -  è solo un caso? Forse .  Comunque, se ci fosse ancora qualche dubbio sulla attività della Banca Rasini, c”è Michele Sindona nel 1985 che, alla domanda del giornalista americano Nich Tosches su quali fossero le banche della mafia, rispose: “In Sicilia il Banco di Sicilia, a Milano una piccola banca in piazza Mercanti”. In Piazza Mercanti a Milano c’è”solo la Banca Rasini .  Che pure Umberto Bossi, quando non  si era di nuovo alleato,  confermò su La Padania del 6/10/99 in una delle sue tante dichiarazioni. Erano i tempi in cui Bossi chiamava Silvio Berlusconi “il mafioso  di Arcore”.
E' sempre nell’83, il 30 maggio, che la Guardia di Finanza di Milano, che sta controllando i telefoni di Berlusconi nell’ambito di una inchiesta su un traffico di droga, redige un rapporto investigativo in cui si legge: “E” stato segnalato che il noto Silvio Berlusconi finanzierebbe un intenso traffico di stupefacenti dalla  Sicilia, sia in Francia che in altre regioni italiane (Lombardia e Lazio). Il predetto sarebbe al centro di grosse speculazioni in Costa Smeralda  avvalendosi di società di comodo aventi sede a Vaduz e comunque all’estero. Operativamente le società in questione avrebbero conferito ampio mandato ai professionisti della zona. L’indagine è seguita inizialmente dal pm Giorgio Della Lucia, che passerà poi all’ufficio istruzione     e finirà imputato per corruzione in atti  insieme al finanziere Filippo Alberto Rapisarda, ex datore di lavoro e ex socio di Marcello Dell'Utri. Un inchiesta langue per otto anni. Alla fine del '91 il gip milanese Anna Cappelli archivierà tutto per decorrenza dei termini.                                                                                                                Torniamo alla Banca Rasini, che tra i suoi clienti non aveva solo quei due, ma anche numerosi altri,direttamente o tramite prestanome. Gaeta, Bono, Enea, Fidanzati, persino conti che riconducevano a Totò Riina e Bernardo Provenzano. Una banca beccata in simili condizioni avrebbe quantomeno dovuto chiudere i battenti, con messa  sotto sequestro. Macché, né la Banca d'Italia, la magistratura, la Guardia di di Finanza, il Tesoro o il ministero delle Finanze andarono a fondo, e così nel 1984 arrivano due finanzieri di Zurigo (ancora Svizzera), Rubino Mensch e Karl G. Burkhardt, come

Rinascita Terracina: Berlusconi 17° prima di scendere in politica

Rinascita Terracina: Berlusconi 17° prima di scendere in politica: avuti con i banchieri  piduisti  del Monte dei Paschi di Siena e della Bnl, e a quelli che intrattenne con giornalisti (Gervaso e Di Bell...

Berlusconi 17° prima di scendere in politica


avuti con i banchieri  piduisti  del Monte dei Paschi di Siena e della Bnl, e a quelli che intrattenne con giornalisti (Gervaso e Di Bella) e editori (Rizzoli e Tassan Din). Del resto, la stessa storia della P2 dimostra come la falsa testimonianza sia essa stessa prova di “appartenenza” alla Loggia segreta, proprio perché i “listelli” piduisti erano vincolati alla segretezza da un giuramento e da regole che li vincolavano alla fedeltà della Loggia”.
 Nel corso della sua deposizione davanti alla Commissione d'inchiesta sulla P2 anche il piduista Bruno Tassan Din (ad del gruppo Rizzoli Corriere della Sera) confermerà: “Gelli era molto amico di Berlusconi, e in diverse occasioni mi disse di fare degli accordi con lui sia nel settore della televisione che dell’editoria. lo conoscevo Berlusconi direttamente, e questo in verità mi fece riferimento alla opportunità di un accordo nel quadro anche dei contatti che lui aveva con Gelli”. Torniamo alla Banca Rasini  Come è stato detto, nel 1974 era arrivato il nuovo direttore generale deIl’Istituto, Antonio Secchione. Costui si è dato talmente da fare che il valore della banca è letteralmente esploso, passando dal miliardo del 1974 ai 4Omiliardi del 1984. Sul come lo vedremo tra poco. Ma anche di uno dei nuovi consiglieri, l’avvocato romano Mario Ungaro, c’è da dire qualcosa. Questi si è detto che era amico di Sindona e Andreotti. In effetti doveva essere davvero molto amico, fidato, per quei due, se proprio Ungaro fu il latore di una lettera scritta da Sindona e diretta ad Andreotti. Questo il testo della lettera ripreso dalle “Relazioni” della Commissione parlamentare d’ inchiesta  sul caso Sindona. Scrive Sindona: “Lei dovrebbe fare qualcosa almeno in Italia, e precisamente: sollecitare la Banca d”Italia per la sostituzione di Ambrosoli; ridimensionare il comportamento del giudice istruttore e del pubblico ministero che dopo tre anni non sono riusciti a prendere alcun provvedimento conclusivo, eccezion fatta per il mandato di cattura; trovare una soluzione per la Banca Privata Italiana, sollecitando gli interessati, tale da far cadere il presupposto dei reati fallimentari”. Niente male, vero? Ma il bello arriva adesso.
Nella notte del 14 febbraio 1983 scatta quella che è stata definita  l’0perazione San Valentino”, la più imponente operazione degli ultimi anni contro la mafia e la camorra. Un blitz sviluppato contemporaneamente a Milano, Roma, Palermo e in altre città. 130 tra ordini e mandati di cattura emessi, 200 perquisizioni, decine di denunciati, sequestrati beni immobili, società, azioni, bloccati assegni e conti correnti per diverse centinaia di miliardi. Solo a Milano i provvedimenti restrittivi emessi sono 52, dei quali 30 eseguiti, 70 i provvedimenti di sequestro, 164 le persone denunciate. I’accusa contestata è quella dell'art. 416 bis del Codice penale: “Appartenenza ad associazione a Delinquere finalizzata  alla  consumazione di una serie interminabile di delitti  contro la persona, quali omicidi e sequestri, contro il patrimonio, quali estorsioni e ricettazioni, contro l'amministrazione della giustizia, quali favoreggiamento, contro la pubblica amministrazione, quali corruzione, di delitti di detenzione e porto d'armi, di delitti legati alla gestione di attività economiche e alla realizzazione di profitti e vantaggi  ingiusti”. Tra le persone catturate figurano Luigi Monti, Antonio Virgilio, Romano Conte, Carmelo Gaeta, Antonio Enea, Giovanni Ingrassia, Claudio Giliberti, Giuseppe Bono e altri. Ordine di cattura anche per Gaetano Fidanzati, Alfredo Bono (fratello di Giuseppe), Vittorio Mangano (chi si rivede!), Ugo Martello detto “Tonino”, tutti noti mafiosi da tempo in carcere.
E la Banca Rasini, direte? La Banca Rasini non è altro che uno degli  istituti  di credito sotto inchiesta a Milano, in Italia e all'estero, segnatamente la Svizzera. Buona parte dei mafiosi arrestati sopra nominati erano correntisti della banca, direttamente o per tramite. Solo un paio di esempi. “Sul conto corrente n° 6861 acceso da Antonio Virgilio presso la Rasini transitano, tra il 28 febbraio 1980 e il 31 maggio 1982, operazioni per circa 50 miliardi di lire. Inoltre la Rasini, nel periodo tra febbraio “81 e novembre '82, sconta a Virgilio 135 effetti per oltre un miliardo. Parte degli effetti, 360 milioni, proveniva da una gioielleria di piazza di Spagna a Roma (secondo la requisitoria del Pm nel troncone romano nel procedimento contro la “mafia dei colletti bianchi”)

DOPO  CHE LA SVIZZERA HA SMENTITO BERLUSCONI , LUI  NE HA SPARATO UN’ALTRA : L’IMU( 4 MILIARDI DI  EURO) LA  RIMBORSERO’ CON I MIEI SOLDI! CREDO CHE TUTTE LE PERSONE DEMOCRATICHE DEVONO DARE UN VOTO UNITARIO PER COMBATTERE E MAGARI ABBATTERE PER SEMPRE QUESTA DERIVA POPULISTA, DEMAGOGICA , ARROGANTE  E  PREPOTENTE.
QUINDI  RITENGO UTILE CHE OGNI PERSONA DI SINISTRA FACCIA TUTTO IL POSSIBILE PER VOTARE E FAR VOTARE IL CENTRO SINISTRA, ANCHE ANDANDO CONTRO LE “NOSTRE  PROPRIE APPARTENENZE” SPECIALMENTE AL SENATO.
IO HO FIDUCIA NELLA TENUTA DEL NUOVO CENTRO SINISTRA.
BISOGNA VOTARE PER IL CAMBIAMENTO DELL’ITALIA.
 LA SERIETA’ E LA COMPETENZA  AL POTERE.
IO CONDIVIDO  E VOTO BERSANI PERCHE’ EGLI  INCARNA
ABBASTANZA I MIEI FONDAMENTALI , PERCHE’:
HA OTTIME RADICI POLITICHE,
BUONE E GIUSTE  LIBERALIZZAZIONI,
ATTENZIONE NECESSARIA ALLA MORALIZZAZIONE
DELLA VITA PUBBLICA A COMINCIARE DALLA POLITICA.
RIDUZIONE  DEL COSTO DEL LAVORO, IMPRESA E LAVORATORI
PER FAVORIRE CRESCITA E CONSUMI E QUINDI  POSTI DI LAVORO.
PRIORITA’ PER SCUOLA, RICERCA E MENO TICKET ALLA SANITA’.
LOTTA ALLA CRIMINALITA’ ED ALLA CORRUZIONE.
SBUROCRATIZZAZIONE E MENO CONSULENZE.
DIRITTI  E  REGOLE.
LA SUA FILOSOFIA POLITICA  E’ COMUNQUE SEMPRE
RIVOLTA A SALVAGUARDARE IN CONCRETO I  PIU’ DEBOLI.

LA SERIETA' AL POTERE


DOPO  CHE LA SVIZZERA HA SMENTITO BERLUSCONI , LUI  NE HA SPARATO UN’ALTRA : L’IMU( 4 MILIARDI DI  EURO) LA  RIMBORSERO’ CON I MIEI SOLDI! CREDO CHE TUTTE LE PERSONE DEMOCRATICHE DEVONO DARE UN VOTO UNITARIO PER COMBATTERE E MAGARI ABBATTERE PER SEMPRE QUESTA DERIVA POPULISTA, DEMAGOGICA , ARROGANTE  E  PREPOTENTE.
QUINDI  RITENGO UTILE CHE OGNI PERSONA DI SINISTRA FACCIA TUTTO IL POSSIBILE PER VOTARE E FAR VOTARE IL CENTRO SINISTRA, ANCHE ANDANDO CONTRO LE “NOSTRE  PROPRIE APPARTENENZE” SPECIALMENTE AL SENATO.
IO HO FIDUCIA NELLA TENUTA DEL NUOVO CENTRO SINISTRA.
BISOGNA VOTARE PER IL CAMBIAMENTO DELL’ITALIA.
 LA SERIETA’ E LA COMPETENZA  AL POTERE.
IO CONDIVIDO  E VOTO BERSANI PERCHE’ EGLI  INCARNA
ABBASTANZA I MIEI FONDAMENTALI :
HA OTTIME RADICI POLITICHE,
BUONE E GIUSTE  LIBERALIZZAZIONI,
ATTENZIONE NECESSARIA ALLA MORALIZZAZIONE
DELLA VITA PUBBLICA A COMINCIARE DALLA POLITICA.
RIDUZIONE  DEL COSTO DEL LAVORO, IMPRESA E LAVORATORI
PER FAVORIRE CRESCITA E CONSUMI E QUINDI  POSTI DI LAVORO.
PRIORITA’ PER SCUOLA, RICERCA E MENO TICKET ALLA SANITA’.
LOTTA ALLA CRIMINALITA’, ALLA CORRUZIONE E ALL'EVASIONE.
SBUROCRATIZZAZIONE E MENO CONSULENZE.
DIRITTI  E  REGOLE.
LA SUA FILOSOFIA POLITICA  E’ COMUNQUE SEMPRE
RIVOLTA A SALVAGUARDARE IN CONCRETO I  PIU’ DEBOLI.