Amministratore Antonio Alla
Rinascita Terracina: BERLUSCONI 12° ( prima di entrare in politica)
Rinascita Terracina: BERLUSCONI 12° ( prima di entrare in politica): finanziamento statale di 600 milioni, ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader della Dc romana. Stessi politici che gl...
BERLUSCONI 12° ( prima di entrare in politica)
finanziamento statale
di 600 milioni, ottenuto attraverso i suoi stretti legami con alcuni leader
della Dc romana. Stessi politici che gli avrebbero fatto avere altri
finanziamenti per edificare la sua clinica privata. Berlusconi, ovviamente,
vedeva con estremo favore il sorgere di una clinica ospedaliera nei pressi di
Milano 2, ma soprattutto, con un don Verzé così ben introdotto nella Dc romana,
sarebbe stato più facile per l’Edilnord risolvere il grave problema delle
fragorose rotte aeree sulla zona.
Sulla questione delle rotte aeree, il 24 luglio 1969 la
Direzione generale dell'Aviazione Civile (Civilavia) aveva emanato una prima
direttiva di regolamentazione del corridoio di decollo da Linate, con la sigla
“Notam” e il numero d'ordine “AIII/69”. La
disposizione stabiliva che subito dopo il decollo gli aerei procedessero
dritti lungo la rotta Sud-Nord, per poi
virare ad una altezza di 3.600/5.000 metri, a seconda del tipo di aeromobile,
dal punto di stacco. In tal modo gli aerei evitavano gli abitati di Segrate,
San Felice, Vimodrone, Cologno e Brughiero, e sorvolavano la disabitata zona
verde del conte Bonzi posta oltre il confine orientale del Comune di Segrate.
Tale area, in base alla Convenzione di Chicago sulla Aviazione civile, avrebbe
dovuto essere considerata “inabitabile” e destinata a “zona verde”, essendo
proprio sull”asse della pista n° 36 di Linate e a pochi chilometri dall’aerostazione. Il fatto è che da pochi mese l’area non è
più del conte Bonzi, ma dell'Edilnord Centri Residenziali, che intende
costruire una cittadella. Nel 1967 il Piano Intercomunale Milanese si era
chiaramente pronunciato contro la lottizzazione urbanistica dell'area Bonzi. Ma questo non era certo un cruccio per
Berlusconi, visto che alla fine del 1970
l’edificazione di Milano 2 procede spedita sotto il costante fragore degli
aerei che sorvolano l”area, che mettono in ridicolo lo slogan commerciale di
Milano 2: “un'oasi di pace ai confini della città”.
Il 24 giugno 1971 il
duo Berlusconi-don Verzè inoltra al ministero dei Trasporti una petizione che
sollecita “immediati provvedimenti” per salvaguardare la quiete dei cittadini
(in quel momento sono circa 200) di Milano 2 e dei “degenti” dell”Ospedale
San Raffaele, “che inizierà la sua attività nel
luglio 1971 e che nel prossimo futuro raggiungerà la potenzialità di 600
letti”. In pratica non si sarebbe mai potuto costruire in quell'area, tanto
meno un ospedale, proprio sulla rotta degli aerei, ma i Due se ne sono altamente fregafi e, visto che hanno cominciato,
sono le linee aeree a doversi spostare.
E qui comincia la telenovela Civilavia asseconda prontamente
la richiesta e il 15 dicembre '71, con Notam A267/71, con entrata in vigore il
15 gennaio successivo, dispone un allontanamento del corridoio di uscita da
Linate “di circa 700 metri dal limite orientale della zona interessata”. Con il
dirottamento la rotta evita le zone di proprietà dell`Edilnord, ma aumenta
l’inquinamento acustico sugli abitanti di Segrate, Vimodrone, Cologno e Brugherio.
L’aggiustamento ad uso del duo Berlusconi-don
Verzè provoca la protesta dei piloti associati all`ANPAC e della direzione
dell’Alitalia in quanto si è prodotta una riduzione dei margini di sicurezza nel decollo. Civilavia
recepisce il 30 marzo 72, con Notam A107/72, le obiezioni dei piloti e della
compagnia di bandiera. Un mese dopo, al fine di stabilizzare in via definitiva
la delicata questione delle rotte, Civilavia, con Notam A128/72 in vigore dal
25 maggio, allontana ulteriormente il corridoio di decollo dall'area di
Milano2/ Ospedale San Raffaele. Solo che
la nuova rotta va a disturbare gravemente l’acustica degli abitanti di Segrate,
i quali formano il Comitato antirumore segratese, CAS, raccogliendo oltre 3000
firme in calce ad una serie di richieste, prima tra tutte il ripristino delle
rotte in vigore al 1971. Il 15 settembre '72 una rappresentanza del consiglio
comunale di Segrate si reca a Roma alla direzione di Civilavia, e ottiene una
sensibile modifica della quota di virata, ratificata con Notam A282/72 del 26
settembre '72. Torna cosi la pace su Segrate, ma l'Edilnord prepara la
reazione.
Il 13 settembre 1972
gli sparuti abitanti di Milano 2 ricevono un volantino in cui l’Edilnord chiede
loro una mano per alcuni problemi, in primis il passaggio degli aerei sulle
loro teste. Si forma così
BERLUSCONI 11° (prima di entrare in politica )
ll 7 dicembre 1978 affluiscono sul conto di Berlusconi presso
la filiale di Segrate della Popolare di Abbiategrasso altri 17,98 miliardi,
tramite otto giroconti che coinvolgono varie società di comodo. Ma i periti non
sono riusciti a trovare il “primo girate”
e “l’ultimo beneficiario”, anche
perché la documentazione bancaria era registrata su microfilm che risultano
bruciati. Tra il 24 e il 31 dicembre 1979 la Fininvest riceve altre 25 miliardi
dalle Holding. ,Tra marzo 1981 e maggio 1984 le varie Holding ricevono oltre 12
miliardi, tutti rigorosamente di provenienza ignota. Ma il caso più divertente
è quando il 19 ottobre 1979 Berlusconi costituisce la PALINA Srl, società
fantasma che vivrà solo sette mesi.
Il 14 dicembre 1979 la Palina fa girare sul suo
conto corrente acceso presso la sede milanese della Popolare di Abbiategrasso
27,68 miliardi, che vengono poi bonificati alla SAF, che a sua volta gira alle Holding
italiane, le quali accreditano l'intera somma sui conti Fininvest, la quale la
storna alla Milano 3 Srl, altra società del gruppo. Quest’ultima restituisce il
tutto alla Palina. Divertente vero? Ma ancora più divertente quanto accertato
sui controllori: “Amministratore unico era Enrico Porrà, un invalido di 75
anni, appena colpito da ictus quando i consulenti di Berlusconi lo accompagnarono
a firmare le carte”. Davvero notevole, ma c’è anche la testimonianza alla Dia
del commercialista presso il quale era domiciliata la Palina, Amilcare Ardigò:
“Non ho mai avuto notizia del transito di quei soldi”, affermando anche che la Palina
non ha mai avuto un solo documento contabile. Ardigò accompagnava in
carrozzella alle assemblee l’amministratore settantacinquenne colpito da ictus
Enrico Porrà., e sulla questione dei 27
miliardi si sorprende: “Non ho mai accompagnato in banca Porrà, un prestanome
di Berlusconi, per il perfezionamento di operazioni relative a quella socíeta!
Certo che se accompagnava uno colpito da ictus alle assemblee c’è da chiedersi
quanto pelo sullo stomaco avessero i “soci”!
Nel 1977 a Silvio Berlusconi viene conferito il titolo di
Cavaliere del Lavoro con la seguente motivazione: “Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza ?con il massimo dei
voti, decise di dar vita ad una attività indipendente nel settore dell’industria
edile fondando la Società “Cantieri Riuniti Milanesi Spa”. Nel 1963 ha
costituito la Società “Edilnord” che ha realizzato, tra l’altro in provincia di
Milano, un centro per quattromila abitanti, il primo in Lombardia dotato di
centro commerciale, centro sportivo, campi di giuoco, scuole materne ed
elementari. Dal 1969 al 1975, in applicazione di una nuova concezione
urbanistica Silvio Berlusconi ha realizzato la costruzione di “Milano 2”, una
città per diecimila abitanti e contigua a Milano, dotata di tutte le più
moderne attrezzature pubbliche e sociali, la prima sanità urbana in Italia con
tre circuiti differenziati per auto, ciclisti e pedoni. E' Presidente e
Direttore Generale della Edilnord progetti S.p.A. e Presidente della Fininvest
S.p.A.”. La domanda è: sapevano che
quella di Milano 2 e dintorni è una
vicenda originata da misteriosi capitali provenienti dalla Svizzera, scandita
da prestanome ed espedienti, da irregolarità ed abusi, accompagnata dal forte
sentore di tangenti e corruttele e impregnata di collusioni col potere
politico?
Ma quelle parole: “la prima sanità urbana in
Italia” ci portano ad un altro fatto collegato, molto collegato con le imprese
del novello cavaliere. La
convenzione stipulata nel 1963 dal conte Bonzi col Comune di Segrate era
comprensiva di un’area di 46.000 mq che il conte aveva venduto, nel 1966, a un
oscuro Centro assistenza ospedaliera Monte Tabor di don Luigi Maria Verzè. Il compiacente
sindaco segratese Turri nel luglio I967 aveva rilasciato a don Verzè
una licenza per la costruzione sull’area di una clinica geriatria privata (Ospedale San Raffaele).
Ed è qui che la vicenda della clinica segratese di don Verzè si salda con
quella di Milano 2 del suo socio (occulto) Silvio Berlusconi, con un seguito di scandalo nello scandalo a
colpi di abusi, irregolarità e collusioni politiche.
Don Luigi Verzé
(prete “interdetto” dalla Curia milanese il 26 agosto 1964 con “la proibizione
di esercitare il Sacro ministero”) aveva potuto acquistare l’area del conte
Bonzi grazie a un
BERLUSCONI 10° (prima di salire in Politica)
contro
Comincioli, la Generale commerciale e la Sofint, sostenendo che nelle operazioni
di subentro a Ravello il berlusconiano Comincioli e la berlusconiana Generale
commerciale hanno agito per conto dello stesso Carboni, interponendosi come
suoi prestanome avendone in cambio cospicui appezzamenti di terreni
edificabili. Il curioso che adendo contro la Sofint adisce anche contro sé
stesso, in quanto comproprietario effettivo della società. Comunque niente
paura, lo scontro non dura molto. Cavolo, potevano saltare fuori grovigli
inconfessabili di certi interessi poco puliti! Come, ad esempio, un giro di
cambiali tra la Sofint e le spa Finanziaria regionale veneta, Safiorano e Stella
Azzurra, società che la sentenza 8 febbraio 1986 del Trìbunale di Roma
attribuirà alla “famiglia di Josef
Ganci nel frattempo deceduto, imputato di traffico internazionale
di stupefacenti e di appartenenza a Cosa Nostra”. ll 9 ottobre 1978,
infatti, le parti comunicano al Tribunale la composizione della controversia,
estinguendo le cause, per via dell'intervenuta risìstemazione generale dei
rapporti tra Carboni e Comincioli, che è poi Berlusconi. Berlusconi paga 3 miliardi
e 800 milioni (detratto il miliardo e825 milioni già 'versati nel 1977 in
contanti e in cambiali),ottenendo in cambio la definitiva proprietà delle
società Su Ratale, Su Pinnone e Poderada. Comincioli viene confermato socio di Carboni
nella Prato Verde, che rimane intestata fiduciariamente alla Sofint (con altre
società del faccendiere sardo), Sofint che Carboni e il prestanome di Berlusconi
Comincioli controllano parìtariamente il 50%.
Ma nel 1978,
precisamente il 26 gennaio, Silvio Berlusconi si era affiliato alla loggia
rnassonica deviata e occulta “Propaganda 2”, meglio nota come “P2”, del maestro
venerabile Licio Gelli, al quale era
stato presentato dal giornalista Roberto
Gervaso. Pagata regolare quota di iscrizione di 100 mila lire, e registrato
con tessera 1816, codice e.19,78, gruppo
17, fascicolo 0625. La partecipazione alla loggia gli procurerà notevoli
vantaggi di ogni genere (come se non ne avesse mai avuti fino a quel momento); dai finanziamenti della Servizio Italia ai
crediti facili e ingiustificati del
Monte dei Paschi di Siena, con tutta gente affiliata alla P2, alla
collaborazione come commentatore di politica economica sul Corriere della Sera,
diretto dal piduista Franco Di Bella e controllato dalla Rizzoli dei piduisti
Angelo Rizzoli, Bruno Tassan Din e Umberto Ortolani.La P2 verrà poi sciolta, in quanto eversiva, con un prowedimento del
governo Spadolini. L’esito di una perizia sui bilanci della Fininvest effettuata
dagli esperti della Banca d”Italia su incarico della magistratura, ha
evidenziato che negli anni dal 1977 al 1984 sono entrati nelle casse della
Fininvest almeno 200 miliardi in contanti e a volte con assegni circolari,
transitati sui conti delle 22 Holding,
seguendo giri talmente tortuosi che di ben 114 miliardi i tecnici non sono
riusciti a ricostruire la provenienza. ll capitale sociale della Fininvest,
pari a 400 miliardi di lire, era ed è posseduto dalle 22 Holding, da Italiana
prima e Italiana 22. Il capitale di queste è posseduto per metà direttamente da
Berlusconi, e per l’altra metà da una società fiduciaria (di copertura) della
Bnl, la Servizio Italia Spa, ì cui capitali si dice che siano sempre di
Berlusconi. Questi aveva dato vita alla Fininvest Srl il 21 marzo 1975 a Roma,
con un capitale di 20 milioni, diventati poi 2 miliardi l’l1 novembre, con il
contestuale trasferimento della sede a Milano. L°8 giugno 1978 aveva fondato,
sempre a Roma, la Finanziaria di Investimento Srl amministrata da Umberto
Previti, padre di Cesare, con il solito capitale di 20 milioni. Questi diventano 50 milioni il 30 giugno, e
18 miliardi il 7 dicembre 1978. Il 26 gennaio 1979 le due Fininvest si fondono
in una sola società.
Ecco in particolare alcune “stranezze”
emerse dalla perizia della Banca d°ltalia. Il 6 aprile 1977 la Fininvest
aumenta il capitale da 2,5 miliardi a 10,5 miliardi. 8 miliardi tutti con versamenti
in contanti. Il 2 dicembre 1977 arrivano nelle casse della Fininvest altri 16,4
miliardi come “finanziamenti soci”, non si sa se in contanti o assegni causa documentazione
bancaria mancante.
P I L L O L E D I U N V I S I O N A R I O ?
Le associazioni in difesa dei consumatori si sono allontanate, almeno in Italia, dalla ecologia sociale e dall'educazione ai consumi. Con i consumatori, infatti, si fa business. In pratica, la strategia vincente del sistema in qualsiasi fenomeno dove sia predominante l’entusiasmo e l’idealismo, è introdurre i soldi.
I fenomeni cambiano: sono stravolti nella loro matrice originaria per divenire la negazione di quello che erano. Per esempio, sempre in Italia, le associazioni dei consumatori fanno tutto tranne che difendere i consumatori.
Ignorando, per ignoranza, di come a ogni problema volutamente ricercato da chi col problema ci guadagna, c’è un’alternativa. È proprio per questo, chi ci guadagna, ossia il sistema, finanzia le associazioni dei consumatori ingenerando in quest’ultimi – nei consumatori – l’erronea convinzione di essere difese. Guardiamo per esempio l’aumento del costo del petrolio.
Ignorando, per ignoranza, di come a ogni problema volutamente ricercato da chi col problema ci guadagna, c’è un’alternativa. È proprio per questo, chi ci guadagna, ossia il sistema, finanzia le associazioni dei consumatori ingenerando in quest’ultimi – nei consumatori – l’erronea convinzione di essere difese. Guardiamo per esempio l’aumento del costo del petrolio.
Di per sé la cosa, anziché essere una tragedia, dovrebbe essere una cosa da valutare positivamente. La benzina, infatti, checché se ne dica, è la maggiore causa di inquinamento. Se quindi le associazioni dei consumatori non negassero il loro ruolo e se la politica, a sua volta, non ricevesse le indicazioni da chi ci guadagna, l’industria degli armamenti e quella del petrolio, finalmente questa fonte di energia assolutamente sbagliata, potrebbe essere sostituita.
Le alternative infatti esistono e sono, nell’immediato, i combustibili alternativi e le rinnovabili. Solo domani, le free energy e l’idrogeno. Non
Paradosso dei paradossi, poi, è richiamata l’Amazzonia dove, come noto, la deforestazione è dovuta all’industria della carne. Quindi anziché fare quello che avrebbero dovuto fare, le associazioni dei consumatori, ossia spingere affinché fossero effettivamente create le misure finalizzate a convertire l’agricoltura e l'allevamento industriale in agricoltura estensiva, si plaude a misure ridicole finalizzate ad abbassare di qualche centesimo di euro il costo della benzina o del gasolio per i mezzi meccanici.
Esaminando poi le notizie urbane, di fronte al costo insostenibile delle vittime della strada, anziché procedere a tutelare in tutti i modi possibili queste, le associazioni dei consumatori si sono prestate con le compagnie di assicurazioni per ridurre al massimo il costo del risarcimenti. Eliminando l’assistenza degli avvocati. E poi ci stupiamo di notizie folli quali quelle del ventenne che spinge la propria ridicola macchinetta a200 km/h davanti alla scuola bus facendo poi una strage. Esiste però tutto un mondo variegato che, seppure non catalogato come “associazione dei consumatori”, difende i consumatori. Non sapendolo, certe volte. È questo mondo, di fronte a questa incapacità e di fronte a questa disonestà diffusa, che ha il dovere morale di tentare di cambiare le cose. Sia pur con i limitati mezzi a disposizione ma sapendo pure che Archimede già aveva detto: “datemi una leva e vi solleverò il mondo”.
Esaminando poi le notizie urbane, di fronte al costo insostenibile delle vittime della strada, anziché procedere a tutelare in tutti i modi possibili queste, le associazioni dei consumatori si sono prestate con le compagnie di assicurazioni per ridurre al massimo il costo del risarcimenti. Eliminando l’assistenza degli avvocati. E poi ci stupiamo di notizie folli quali quelle del ventenne che spinge la propria ridicola macchinetta a
In Italia, c’è stato un ”coup d’Etat couvert”. Che ha levato ai cittadini inferociti la possibilità di poter sostituire questa classe dirigente, creando delle barriere insormontabili all’accesso di nuovi soggetti nell’agone politico. I partiti sono stati aiutati in questo da soggetti che hanno sterilizzato l’opinione pubblica dandogli l’idea che stesse per arrivare il Messia, per esempio Beppe Grillo....
A questo punto, i giochi sono quasi fatti. Abbiamo però visto come ultima chance, le candidature in fondo indipendenti, dentro alcuni nuovi raggruppamenti democratici. In quel caso, dai nostri forum e dei nostri siti, passeremo direttamente alla gestione della cosa pubblica. E finalmente ci sarà qualcuno che difende gli Utenti e i Consumatori.
Rinascita Terracina: BERLUSCONI 9°
società Punta Volpe si fonde per incorporazione e singolarmente con ognuno delle undici spa. Il senso della operazione è di suddividere i...
BERLUSCONI 9°
società Punta Volpe si fonde per incorporazione e
singolarmente con ognuno delle undici spa. Il senso della operazione è di
suddividere i terreni in frazioni più commerciabilì, che divengono così più
snelle proprietà di singole società, il tutto in esenzione di oneri fiscali.
Per questo era stata scelta Trieste, che ai tempi godeva di un regime fiscale
privilegiato. Ogni altro onere viene fatto ricadere sulla società Punta Volpe
che, svuotata, li esclude e, anzi, viene cancellata dal registro delle società.
Di tutta l'operazione Carboni si assicura l'80%, mentre a
Ravello va tacitamente il 20% dei terreni e dei fabbricati delle undici spa.
L”80% di Carboni ammonta a l miliardo e 800 milioni, pagamento dilazionato
all'8% di interesse annuo. Carboni versa una prima rata di 250 milioni, poi fa
fronte alle altre scadenze cedendo a Ravello quote di sue società. Al 31 agosto
1974, secondo un promemoria contabile sequestrato dalla Guardia di Finanza,
Carboni è in debito di circa 354 milioni, e ciò porta ad una nuova ripartizione
delle rispettive quote. I due convengono, sulla parola, che fino all’estinzione
del debito, e a garanzia dello stesso Ravello, i due diventano soci al 50%
delle società nelle quali è stato disperso il patrimonio della ex società Punta
Volpe. Tutta questa operazione, detta
delle “I2 sorelle”, è stata definita “un patto a delinquere” nella sentenza 8
febbraio 1986 del Tribunale di Roma
contro la malavita romana.
Di quella operazione ci interessa la destinazione finale
delle singole società e le relative proprietà immobiliari. Tre di esse
transitano per la Generale commerciale di Comincioli e finiscono nella
Fiminvest di Berlusconi: le spa Poderada, Su Ratale e Su Pìnnone. In altre due,
Prato Verde e Immobiliare Sea, Comincioli è presente direttamente, come è
presente in altre due, Monte Majore e Punta Lada, attraverso la fiduciaria Sofini
controllata al 50%. In tre società subentrano interessi mafiosi: Iscia
Segada e Meditenanea vanno ai siciliani
Luigi Falcetta e Lorenzo Di Gesù per conto di Pippo Calò, conosciuto come il
cassiere della mafia, mentre Sa Tazza passa a Domenico Calducci. Questi, nella
sentenza sopra ricordata dell°8 febbraio 1986, “costituì la cooperativa Delta la
quale, con il gioco della cessione successiva delle quote, sembra veramente
avere avuto la funzione di stanza dì compensazione delle azioni reciproche dei maggiori usurai romani. La Delta figurerà tra i
clienti “in sofferenza” del Banco Ambrosiano (esposizione di 28 milioni, di cui
14 rubricati come “perdita certa”).
Nel 1975 la situazione economica di Carboni, secondo il suo
segretario Emilio Pellicani, si fa disperata, creando preoccupazione nei suoi
partner. Un incontro verso la fine di settembre all’hotel Gritti di Venezia con Ravello, Locatelli e
Calducci, che avevano tentato un piano di salvataggio, fallisce. Carboni è
costretto a cercare altri finanziatori, e trovando in Comincioli grande
disponibilità, associa il prestanome di Berlusconi ai suoi affari. Nel 1977
Ravello, coinvolto nello scandalo Italcasse- Caltagirone in quanto membro del
cda della società Flaminia nuova, decide di ritirarsi definitivamente in
Svizzera, liberandosi della propria parte del patrimonio sardo, quello delle I2
sorelle: Pacquirente è Comincioli, cioe Silvio Berlusconi.
Durante la gestione Comincioli della Prato Verde, nel
periodo febbraio-marzo 1978, Carboni
entra in affari con esponenti di Cosa Nostra. Tramite i malavitosi Calducci e
Diotallevi, Carboni concorda Con un gruppo di mafiosi l’esecuzione di lavori
di risanamento nel centro storicodi Siracusa,e ottiene un anticipo di 450
milioni. L”affare non va in porto per l’opposizione della Regione Sicilia. A
quel punto i committenti siciliani, Luigi Falcetta, Lorenzo Di Gesù, Gaetano
Sansone, Antonio Rotolo e un certo Mario, che altri non era che Pippo Calò,
pretendono la restituzione di 450 milioni anticipati e 250 di interessi. Carboni salda il debito
attraverso cambiali per 700 milioni emesse dalla società Elbis di Milano a
favore di Romano Comincioli, e da questi girate. Nella Elbis srl, società
costituita il 12 dicembre 1969 dal messinese Antonino Franciò e da alcuni
prestanome di Berlusconi, Carboni è
entrato da poco portando 138 milioni. Tra
Paprile e il maggio 1978 i rapporti tra
il prestanone di Berlusconi, Comincioli, e il Carboni si guastano finendo
nientemeno che in Tribunale a Roma. Carboni promuove ben sei cause civili
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